Variazione della capacità erosiva delle precipitazioni
Fattori climatici
Precipitazioni e temperature.
Altri fattori
Pedologia, morfologia del versante (lunghezza e pendenza del versante), pratiche agricole, uso del suolo, opere di sistemazione idraulica.
Caratterizzazione
Le precipitazioni rappresentano la forza determinante dei processi erosivi. Variazioni della climatologia delle precipitazioni hanno effetti sui fenomeni di erosione e di dissesto idrogeologico. Si può ipotizzare che l’incremento delle temperature in atto possa influenzare la frequenza e la magnitudo dei fenomeni convettivi che sono la causa delle precipitazioni intense, fenomeni, questi, maggiormente impattanti sull’erosione del suolo.nGli effetti erosivi delle precipitazioni possono essere potenziati o ridotti dalle caratteristiche morfologiche, geo-pedologiche, colturali e gestionali del territorio (pedologia degli strati superficiali del terreno, copertura del suolo e pratiche agricole).
Tipologia
L’incremento della capacità erosiva delle precipitazioni ha effetti sulla perdita della parte superficiale del suolo, con conseguenti danni che si verificano sia nel luogo in cui l’erosione ha avuto atto (on-site), che in località lontane (off-site). Precipitazioni omogeneamente distribuite nel tempo e nello spazio e determinate da eventi poco intensi, riescono ad infiltrarsi nel terreno, garantendo la disponibilità delle risorse idriche nel suolo e nella falda. L’erosione del suolo è comunque un fattore naturale che ha contribuito a modellare il territorio e che contribuisce al ripascimento dei litorali.
Relazione causa-effetto
Le precipitazioni forniscono l’energia che causa i processi di erosione dei suoli. L’energia erosiva delle precipitazioni, sul territorio italiano, è un importante elemento di potenziale innesco dei fenomeni erosivi e di dissesto idrogeologico. L’entità effettiva dei fenomeni erosivi dipende però da un complesso di fattori naturali ed antropici.
Scenario futuro
Le proiezioni climatiche regionali per il Nord-Est Italia – EURO-CORDEX rielaborate con dati da stazioni meteorologiche regionali – mostrano una grande differenza tra lo scenario a basse emissioni di gas serra RCP2.6 e quello ad alte emissioni RCP8.5. Nel primo caso non ci si aspetta una variazione statisticamente significativa nella variazione della precipitazione media. Nel secondo caso ci si aspetta un aumento della precipitazione media in inverno (fino al +25 % sul settore alpino) e una diminuzione in estate (fino al -30 % in pianura) nel periodo 2071-2100 rispetto al periodo di riferimento 1976-2005. Uno degli indicatori per identificare gli eventi alluvionali o di forte erosione è il 95o percentile della distribuzione delle precipitazioni giornaliere. Le proiezioni climatiche regionali indicano un aumento delle precipitazioni cumulate al di sopra del 95o percentile per lo scenario RCP8.5 a fine secolo ad eccezione dell’estate, in particolare nella stagione invernale e autunnale nel settore alpino e nella fascia costiera (fino a +80 %).
