ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
SCHEDA INDICATORE:

Incendi boschivi

Ultimo aggiornamento: 21/08/2026

Numeri e messaggi chiave

Vengono analizzati i dati nazionali relativi agli incendi registrati annualmente dal 1970 ad oggi, dal Corpo Forestale ora Carabinieri Forestali, anche allo scopo di rilevare trend ed eventuali correlazioni con i cambiamenti climatici.
È noto che le variazioni dei regimi termo-pluviometrici provocano nelle foreste alterazioni composizionali, ecologiche e funzionali che possono indurre un aumento del rischio di incendio, della velocità di propagazione e dell’estensione delle aree bruciate. Ma il fenomeno degli incendi boschivi è influenzato anche dall’intervento umano che può agire sia nell’innescare gli incendi con atti dolosi, sia nel prevenirli e contrastarli.
La serie storica (1970-2024) mostra un andamento altalenante dell’impatto degli incendi, con picchi e attenuazioni, ma nell’ultimo trentennio si nota una lieve riduzione delle superfici percorse dal fuoco rispetto agli anni ’80 e ’90, che potrebbe essere imputabile a migliore prevenzione e controllo e alla maggiore tempestività nelle operazioni di spegnimento.
Le variabili in gioco e l’incidenza degli incendi dolosi, che rappresentano oltre il 50% degli eventi registrati, ad oggi rendono difficoltoso riconoscere una correlazione chiara tra incendi forestali e cambiamenti climatici.

Descrizione

L’indicatore rappresenta il fenomeno degli incendi in Italia a partire dal 1970, attraverso la serie storica dei valori annui di numero di eventi e superficie percorsa dal fuoco; viene analizzata anche la ripartizione degli incendi per tipo di causa.

Scopo

L’indicatore ha l’obiettivo di monitorare il fenomeno degli incendi a scala nazionale, per individuare trend ed eventuali correlazioni tra incendi forestali e cambiamenti climatici. È infatti noto che l’impatto dei cambiamenti climatici sulle foreste si sta traducendo in numerose alterazioni (tassi di crescita e produttività, composizione specifica, spostamenti altitudinali e latitudinali, alterazioni del ciclo dell’acqua e del carbonio, aumento dei danni causati da patogeni) che possono aumentare il rischio di incendio (SNAC, 2015).

L’informazione presenta una buona affidabilità e comparabilità nel tempo e nello spazio, trattandosi di dati ufficiali nazionali raccolti dal 1970 dal Corpo Forestale dello Stato, ora Arma dei Carabinieri (Carabinieri Forestali).

L’indicatore è mediamente significativo per la valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici sulle foreste poiché il fenomeno degli incendi boschivi è influenzato da numerose variabili, tra cui le condizioni climatiche, le tipologie vegetazionali, la topografia, le pratiche gestionali e i fattori socioeconomici (EEA, 2017); a questi fattori si aggiunge l’intervento umano che può agire sia nell’innescare gli incendi con atti dolosi, sia nel controllarli e prevenirli.
Le diverse tipologie forestali sono caratterizzate da resistenza e resilienza estremamente variabili e da gradi diversi di suscettibilità all’aridità e agli stress dovuti ai cambiamenti termo-pluviometrici indotti dai cambiamenti climatici. Pertanto, i dati relativi all’estensione delle superfici forestali incendiate non sono sufficienti per valutare l'effettiva entità dei danni a carico delle foreste.

Rilevanza - UTILITÀ

  • Portata nazionale/applicabile a temi ambientali a livello regionale di significato nazionale
  • Semplice e facile da interpretare
  • Sensibile ai cambiamenti nell'ambiente/collegato alle attività antropiche
  • Fornisce una base per confronti a livello internazionale

Misurabilità

  • Documentato e di qualità nota (accessibilità)
  • Aggiornato secondo fonti e procedure affidabili (tempestività e puntualità)
  • Disponibile su un rapporto costi/benefici
  • Buona copertura spaziale
  • Copertura temporale > 10 anni

Solidità scientifica

  • Ben fondato in termini tecnici e scientifici
  • Attendibile e affidabile per metodi di misura e raccolta dati
  • Comparabile nel tempo
  • Comparabile nello spazio

Frequenza rilevazione dati: Annuale

Unità di misura: Ettaro (ha); Numero (n)

Periodicità dell'aggiornamento: Annuale

Copertura temporale: 1970-2024

Riferimenti/obiettivi fissati dalla normativa:

Legge 21 novembre 2000, n. 353 Legge-quadro in materia di incendi boschivi

Fonte e accessibilità dei dati di base:

Corpo Forestale dello Stato (CFS), dal 2016 divenuto Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFA) dell'Arma dei Carabinieri.

Vengono elaborati e restituiti graficamente i dati nazionali annuali relativi al numero di incendi (Grafico 1) alle superfici percorse dal fuoco distinte in boscate e non boscate (Grafico 2) e alla ripartizione percentuale per tipo di causa, separando gli incendi naturali, da quelli involontari (accidentali o colposi), volontari (dolosi) e gli incendi la cui causa è dubbia (Grafico 3).

Grafico 1 - Numero annuo di incendi boschivi in Italia

Grafico 1 - Numero annuo di incendi boschivi in Italia
Commento

L'esame della serie storica del numero di incendi registrati annualmente sul territorio italiano dal 1970 ad oggi denota un andamento altalenante del fenomeno, con anni di picco che si alternano ad anni di attenuazione. Si osserva un periodo critico negli anni ’80-’90 in cui il numero di incendi si è mantenuto sempre complessivamente elevato. Successivamente, verso la fine degli anni ’90, si è avuta una progressiva mitigazione, con la diminuzione del numero di eventi, anche se tale miglioramento è stato interrotto da alcuni anni critici.

Grafico 2 - Superfici boscate e non boscate percorse annualmente dal fuoco in Italia

Grafico 2 - Superfici boscate e non boscate percorse annualmente dal fuoco in Italia
Commento

I dati mostrano che gli incendi negli ultimi 50 anni hanno interessato superfici rilevanti del nostro territorio, con valori molto elevati negli anni ’80 (con una media annua di 147.150 ettari percorsi dal fuoco nel decennio 1980-1989) e negli anni ’90 (118.573 ha nel 1990-1999). Sono seguite oscillazioni, ma con una tendenza generale a partire dai primi anni 2000 ad una riduzione delle aree percorse annualmente dal fuoco (83.878 ha medi annui nel decennio 2000-2009 e 63.906 ha nel 2010-2019). Tale tendenza ad una mitigazione è visibile nel grafico, nonostante qualche picco, come il 2017 che è stato l’anno più critico nell’ultimo decennio con 161.987 ettari percorsi dal fuoco, di cui 113.567 in aree boscate. Questa riduzione delle superfici interessate da incendi, avvenuta nell’ultimo trentennio, potrebbe essere imputabile alla più attenta prevenzione e al miglior controllo del territorio rispetto al passato, oltre che alla maggiore tempestività nelle operazioni di spegnimento da parte delle unità preposte.

Grafico 3a - Distribuzione percentuale del numero d'incendi per causa nel periodo 1998-2011 (i due grafici sono riferiti ai periodi 1998-2011 e 2012-attuale, poiché nel 2012 è stata adottata una nuova classificazione europea armonizzata per le cause di incendio)

Grafico 3a - Distribuzione percentuale del numero d'incendi per causa nel periodo 1998-2011 (i due grafici sono riferiti ai periodi 1998-2011 e 2012-attuale, poiché nel 2012 è stata adottata una nuova classificazione europea armonizzata per le cause di incendio)
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Grafico 3b - Distribuzione percentuale del numero d'incendi per causa nel periodo 2012-attuale (i due grafici sono riferiti ai periodi 1998-2011 e 2012-attuale, poiché nel 2012 è stata adottata una nuova classificazione europea armonizzata per le cause di incendio)

Grafico 3b - Distribuzione percentuale del numero d'incendi per causa nel periodo 2012-attuale (i due grafici sono riferiti ai periodi 1998-2011 e 2012-attuale, poiché nel 2012 è stata adottata una nuova classificazione europea armonizzata per le cause di incendio)
Commento

I dati relativi alle cause degli incendi annui (registrati dal 1998 dai Carabinieri Forestali e riferiti alle sole regioni a statuto ordinario) confermano l'origine volontaria, ovvero dolosa, di oltre la metà degli incendi. Gli eventi di origine volontaria rappresentano oltre il 50% di quelli totali registrati, arrivando a superare il 60% in numerose annualità (2003-2005, 2007-2011, 2012, 2014-2016, 2020). Tali dati fanno comprendere quante concause agiscano sul fenomeno e di conseguenza quanto sia difficoltoso individuare la relazione tra incendi boschivi e cambiamenti climatici.

Riferimenti bibliografici

  • Autori vari, Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2016., EEA Report No 1/2017, (2017)
  • Autori vari, Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici., MATTM, (2015) - Link

LEGENDA:

Trend in aumento
Si osserva una tendenza del fenomeno in aumento
Trend stabile
Si osserva una tendenza del fenomeno stabile
Trend in diminuzione
Si osserva una tendenza del fenomeno in diminuzione
Trend non definito
La tendenza del fenomeno attualmente non è definibile
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