Alterazione dei processi chimico-fisici (apporto di acque dolci, evaporazione)
Fattori climatici
Cambiamenti nel regime delle precipitazioni e del conseguente bilancio tra apporti fluviali e marini; aumento della frequenza di eventi estremi. Variazioni del livello del mare. Variazioni della temperatura atmosferica con fenomeni di evaporazione dovuti alle basse profondità tipiche degli ambienti di transizione (lagune, stagni costieri e foci fluviali).
Altri fattori
Azioni antropiche che hanno luogo sulle zone salmastre oppure sui fiumi che sfociano in esse o sui cordoni litoranei di separazione con il mare, che possono incidere indirettamente sugli ecosistemi di transizione.
Caratterizzazione
Gli ecosistemi di transizione sono da ritenersi altamente a rischio a causa dei cambiamenti climatici, in particolare in riferimento ai cambiamenti nel regime delle precipitazioni e degli apporti fluviali e marini.
Tipologia
Nelle lagune dell’Alto Adriatico la salinità varia da 0 a 35 secondo un gradiente spaziale che va dagli input di acqua dolce a quelli marini e fluttuazioni temporali influenzate dagli eventi meteoclimatici e stagionali. L’incremento degli eventi siccitosi estivi e invernali può provocare un aumento generale della salinità; allo stesso tempo la marcata piovosità dei periodi primaverili e autunnali e l’aumento di frequenza degli eventi estremi possono causare brusche e repentine diminuzioni di salinità. L’aumento del livello del mare influisce sul processo di marinizzazione delle lagune. La prevalenza dell’apporto dei fiumi o dei mari influisce sfavorevolmente appiattendo il gradiente salino con effetti negativi sulla distribuzione delle specie e sulla biodiversità. Le lagune sono così soggette anche alla diffusione di specie non indigene ed invasive.
Relazione causa-effetto
Le alterazioni delle componenti climatiche possono generare modifiche delle precipitazioni, dei deflussi fluviali e degli apporti marini, anche in relazione all’aumento del livello del mare, con conseguenti variazioni della salinità, incidendo sugli habitat e sulle diverse specie.
Scenario futuro
Gli scenari climatici prevedono consistenti incrementi della temperature del mare e delle lagune e una consistente riduzione degli apporti di acqua dolce. Alcuni studi prevedono (con scenario futuro RPC 8.5) che, entro il 2050, una diminuzione del deflusso fluviale di circa il 37% su base annuale, maggiore in inverno e primavera, insieme all'aumento dell'evaporazione, porteranno ad un incremento della salinità nel bacino adriatico pari a 2 nelle aree maggiormente influenzate dagli apporti fluviali. Fenomeni sito specifici possono portare ad un discostamento di tale tendenza.
Le significative fluttuazioni della salinità, insieme alla perdita del gradiente salino, anche per via dell’aumento del livello del mare, hanno conseguenze negative sulle funzioni ecosistemiche tipiche degli ambienti di transizione e provocano un grave impatto sulle componenti vegetali, sulle comunità bentoniche ed ittiche e sulla biodiversità in genere.
