ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Patrimonio culturale

Descrizione

Il patrimonio culturale e naturale nell’area euromediterranea e nello specifico quello italiano presenta specifiche vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Individuare i parametri climatici che incidono maggiormente sul degrado dei beni, analizzare i materiali e le forme di deterioramento in relazione all’ambiente circostante e alla pressione antropica, è il punto di partenza per elaborare strategie efficaci di protezione e prevenzione. Le regioni mediterranee, ricche di monumenti in materiale lapideo, siti archeologici e rupestri, sperimenteranno livelli crescenti di stress termico, mentre si differenzieranno i danni da gelo e disgelo per tipologie di beni.

L’aumento delle temperature sta inoltre trasformando il paesaggio, con innalzamento delle fasce vegetazionali, effetti sulla stabilità delle coste e sul livello medio marino, l’erosione costiera, sul permafrost e in generale sui processi di desertificazione e sulla loro diffusione.

Le principali linee d’azione raccomandate puntano a privilegiare la manutenzione ordinaria rispetto ai grandi restauri, riprogettare i sistemi di drenaggio, impermeabilizzazione e filtrazione, proteggendo le superfici storiche dall’irraggiamento solare e garantire un monitoraggio continuo dei beni. Nei casi più estremi si prevede anche la possibile delocalizzazione dei beni o la documentazione della loro eventuale perdita, tramite realizzazione di modelli digitali ad alta risoluzione. La risposta ai cambiamenti climatici dovrebbe infine essere integrata nei piani di gestione esistenti, combinando tecnologie avanzate e tecniche costruttive tradizionali.

 Impatti ambientali in corso

  • Degrado fisico, chimico e biologico dei materiali: le variazioni di temperatura e di umidità attuali accelerano la corrosione dei metalli e il deterioramento fisico, chimico e biologico dei materiali lapidei, per i quali si rendono necessarie nuove tecniche di pulitura e protezione idrorepellente..
  • Instabilità del microclima indoor: nei musei e nelle chiese si registrano variazioni termo-igrometriche che mettono a rischio i manufatti in legno e i materiali igroscopici, rendendo necessaria la stabilizzazione del microclima e della qualità dell’aria.

  • Eventi meteorologici estremi: il patrimonio culturale è direttamente minacciato da fenomeni quali frane, inondazioni e ondate di calore, che possono causare danni strutturali o la perdita definitiva dei beni.

 Impatti ambientali futuri

  • Degrado fisico, chimico e biologico dei materiali: i processi di deterioramento già in atto sulle superfici lapidee, sul legno e sui metalli potrebbero intensificarsi nel tempo. Questo scenario richiederà l’evoluzione dei prodotti idrorepellenti e la pianificazione di interventi di monitoraggio territoriale più rigorosi e frequenti. Per le strutture storiche sarà necessario riprogettare i sistemi di drenaggio delle acque e proteggere le superfici storiche dall’eccessivo irraggiamento solare per migliorarne la durabilità.
  • Impatto sui paesaggi culturali. I paesaggi agro-silvo-pastorali e i paesaggi rurali tradizionali subiranno alterazioni che potrebbero comprometterne il significato culturale e la capacità di fornire servizi ecosistemici.

  • La stabilità delle coste italiane e la risalita del livello del mare cambieranno le condizioni al contorno di molti beni naturali costieri, che si troveranno in ambienti più umidi, semi sommersi e/o a concentrazioni saline mutate. Gli eventi estremi avranno impatti sui BBCC così come su molte strutture ad essi associate (infrastrutture ricettive, siti e luoghi di fruizione e di collegamento), stabilità generale di siti ed aree archeologiche.
  • Gestione dei casi estremi: per i beni situati in contesti ad alta pericolosità territoriale, potrebbero rendersi necessarie strategie straordinarie, che vanno dalla delocalizzazione dei manufatti in sedi sicure fino al monitoraggio e alla documentazione conservativa della potenziale perdita.

 Impatti su società ed economia

  • Perdita di identità e beni unici: in scenari estremi, le autorità potrebbero dover decidere per la delocalizzazione dei beni o addirittura accettarne la scomparsa definitiva, registrandone la perdita imminente. Questo ha un impatto incalcolabile sulla memoria storica e sull’identità delle comunità locali.

  • Vulnerabilità urbana: il patrimonio culturale è spesso concentrato nei centri storici, la sua vulnerabilità a inondazioni e ondate di calore compromette la qualità della vita dei residenti e la sicurezza degli spazi pubblici urbani.

  • Aumento degli oneri manutentivi: i cambiamenti climatici agiscono come un fattore di danno aggiuntivo che accelera il degrado naturale dei materiali. Ciò richiede uno spostamento delle risorse finanziarie dal restauro straordinario alla manutenzione ordinaria programmata, che deve diventare più frequente e rigorosa.
  • Necessità di nuovi strumenti finanziari: è necessario promuovere strategie di finanziamento a lungo termine, includendo agevolazioni fiscali per la manutenzione e il coinvolgimento del settore assicurativo come alleato per la gestione del rischio.
  • Minaccia alla principale risorsa turistica: il patrimonio culturale è il motore dell’attrattività internazionale dell’Italia. Eventuali danni o la perdita di siti archeologici e monumentali colpiscono direttamente l’economia del turismo, settore per il quale si stimano perdite potenziali dirette tra 17 e 52 miliardi di euro al 2050 a seconda degli scenari di riscaldamento globale.
  • Perdita di attrattività dei paesaggi: l’alterazione dei paesaggi agro-silvo-pastorali e rurali tradizionali compromette non solo il loro significato culturale, ma anche la loro capacità di fornire servizi ecosistemici e sostenere le economie locali.
  • Investimenti nel capitale umano: l’adattamento richiede di indirizzare risorse nella formazione professionale su tecniche edilizie tradizionali e artigianali. Questo aspetto, sebbene rappresenti un costo, offre l’opportunità di valorizzare mestieri antichi integrandoli con le tecnologie avanzate.

 

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