Variazione della densità dei fasci fogliari dell’habitat posidonia oceanica
Fattori climatici
Riscaldamento delle acque, eventi estremi, innalzamento del livello del mare, acidificazione.
Altri fattori
Impatti antropici (ancoraggi, pesca, inquinamento, compressione costiera).
Caratterizzazione
Riscaldamento delle acque: impatto diretto, poiché agisce sul metabolismo della pianta, favorisce l'insorgenza di patologie e induce variazioni di salinità che interessano direttamente la fisiologia di P. oceanica; genera inoltre un impatto indiretto, mediato dall'aumento della pressione di erbivori termofili e dalla maggiore competizione con macrofite aliene invasive, entrambi favoriti indirettamente dall'innalzamento termico. Aumento degli eventi estremi: impatto diretto nel caso dell'innalzamento repentino e prolungato della temperatura durante le ondate di calore, che agisce direttamente sulla pianta; impatto indiretto nel caso di impatti meccanici, erosione e aumento della torbidità, conseguenze mediate dalle mareggiate eccezionali. Innalzamento del livello del mare: impatto diretto, in quanto modifica direttamente la profondità di penetrazione della radiazione luminosa necessaria alla fotosintesi della prateria. Acidificazione: impatto diretto sugli epibionti associati alla prateria e, potenzialmente, sui processi di fotosintesi clorofilliana e riproduzione sessuata della pianta stessa.
Tipologia
Riscaldamento delle acque: impatto prevalentemente negativo, per gli effetti su metabolismo, insorgenza di patologie, variazioni di salinità e aumento della pressione di erbivori termofili e macrofite aliene concorrenti; non si escludono tuttavia possibili impatti positivi su fotosintesi clorofilliana e riproduzione sessuata, favoriti da un moderato aumento della temperatura. Aumento degli eventi estremi: impatto negativo, sia per gli effetti diretti dell'innalzamento termico repentino sia per quelli indiretti legati a impatti meccanici, erosione e aumento della torbidità. Innalzamento del livello del mare: impatto negativo, poiché riduce la profondità di penetrazione della radiazione luminosa disponibile per la prateria. Acidificazione: impatto negativo sugli epibionti.
Relazione causa-effetto
I fattori climatici sono in grado di determinare impatti diversi sulla prateria di Posidonia oceanica, sia sul metabolismo e crescita della pianta, sia esponendo maggiormente la prateria a pressioni di tipo ecosistemico (competizione), a modifiche sostanziali della rete trofica e a impatti meccanici per l’effetto di frequenti mareggiate eccezionali. La stima della densità fogliare della prateria (n. fasci fogliari/mq) potrebbe essere in grado di evidenziare, almeno in parte, gli eventuali impatti dei cambiamenti climatici sulla prateria.
Scenario futuro
Negli ultimi 50 anni nel Mediterraneo tra il 13% e il 50% delle praterie di P. oceanica sono regredite considerevolmente in termini di estensione fino alla perdita completa dell’area occupata e le rimanenti praterie hanno subito una riduzione della densità e della copertura in particolare nelle aree costiere fortemente urbanizzate (Marbà et al. 2014; Telesca et al. 2015 ). Tali tassi di declino delle fanerogame marine hanno subito un’accelerazione da una mediana dello 0,9% per anno, prima degli anni '40 al 7% annuo a partire dal 1990 (Waycott et al., 2009). Il Mar Mediterraneo ha subito un rapido aumento della temperatura media della superficie del mare (SST) stimato 3,7 volte superiore al trend dell’oceano globale (Pisano et al.2020). Tale tendenza è destinata a continuare e con essa la frequenza e durata delle ondate anomale di calore. Nello scenario peggiore, P. oceanica potrebbe perdere il 75% dell'habitat idoneo alla sua colonizzazione entro il 2050, e sarebbe a rischio di estinzione funzionale entro il 2100 (Chefaoui et al., 2018). Ciononostante, in alcune specie di fanerogame, una maggiore fioritura indotta dalla temperatura e una maggiore produzione di biomassa in risposta all'innalzamento della CO2 potrebbero aumentare la resilienza al riscaldamento (Boudouresque et al., 2022). Inoltre, alcuni studi locali hanno rivelato una forte associazione spaziale tra la densità della prateria di P. oceanica e la temperatura, suggerendo scenari in cui il futuro riscaldamento produrrà praterie più dense (Pansini et al.,2021).
