Alterazione dei processi chimico-fisici (scambi di calore)
Fattori climatici
Variazioni delle temperature atmosferiche e di conseguenza di quelle delle acque di transizione (lagune, stagni costieri e foci fluviali) che variano sensibilmente anche a causa delle basse profondità tipiche di questi ambienti; cambiamenti nel regime delle precipitazioni e del conseguente bilancio tra apporti fluviali e marini; aumento della frequenza di eventi estremi.
Altri fattori
Azioni antropiche che hanno luogo sulle zone salmastre oppure sui fiumi che sfociano in esse o sui cordoni litoranei di separazione con il mare e che influenzano indirettamente gli ecosistemi di transizione.
Caratterizzazione
La variazione della temperatura degli ambienti di transizione è una diretta conseguenza delle variazioni climatiche e influisce sull’intera colonna d’acqua in considerazione delle basse profondità e del ridotto idrodinamismo di tali ambienti.
Tipologia
Il cambiamento globale impatta sugli ambienti di transizione con aumento delle temperature delle acque e degli eventi estremi. Di conseguenza, si verifica un aumento dell’evaporazione che va a modificare la salinità. L’aumento della temperatura influisce, inoltre, sulla concentrazione di ossigeno disciolto, con conseguenze sulla fisiologia degli organismi, sull’areale delle specie, sui periodi di migrazione e sulla mortalità della macrofauna bentonica ed ittica. L’aumento della temperatura dell’acqua può portare alla diffusione di specie non indigene con conseguente modifica della comunità biologica.
Relazione causa-effetto
Le alterazioni delle componenti climatiche generano variazioni dirette della temperatura delle acque di transizione che generalmente subiscono aumenti più rapidi rispetto alle acque del mare.
Scenario futuro
Gli scenari climatici prevedono consistenti incrementi di temperatura per le acque superficiali del bacino mediterraneo, con un aumento più significativo nel mare Adriatico pari a circa +2.3°C sui valori medi e variazioni nel periodo invernale e primaverile che potranno raggiungere +2.6°C (confronti tra i periodi 2036-2065 e 1981-2010 su base annuale ottenute considerando lo scenario futuro RCP 8.5). Nelle aree lagunari dell’Alto Adriatico tali incrementi potranno essere maggiori in considerazione delle basse profondità e del confinamento.nLe variazioni della temperatura e il conseguente aumento delle crisi ipo-anossiche causano la perdita delle funzioni ecosistemiche tipiche degli ambienti di transizione e un grave impatto sulle comunità bentoniche ed ittiche, sulle componenti vegetali e sulla biodiversità in genere.
