Strategie di adattamento per la pesca e la mitilicoltura nell’Alto Adriatico
Nel contesto del progetto europeo ClimeFish, il Nord Adriatico è stato individuato come area pilota per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla pesca e sull’acquacoltura. Questa regione, caratterizzata da fondali poco profondi e da un’elevata biodiversità, risulta particolarmente esposta all’aumento delle temperature marine, che incide direttamente sulle specie ittiche locali e sulle pratiche di mitilicoltura. Le attività di pesca e allevamento dei mitili, infatti, si trovano oggi ad affrontare sfide sempre più complesse dovute al riscaldamento delle acque e all’alterazione degli equilibri ecologici.
L’intervento portato avanti nell’ambito del progetto si è concentrato sulla necessità di ripensare le pratiche tradizionali, promuovendo una gestione adattiva basata sull’evidenza scientifica. In particolare, è stata prevista l’integrazione di modelli previsionali all’interno dei processi decisionali operativi, con l’obiettivo di rendere più flessibili le soglie di prelievo e i calendari di raccolta. Questi strumenti permettono di adeguare in tempo reale le attività produttive ai dati termici rilevati, ottimizzando lo sforzo di pesca e mitigando i rischi per l’ecosistema.
A supporto di questo approccio, si è puntato a potenziare il sistema di monitoraggio continuo dell’ambiente marino, non limitandosi alla sola temperatura dell’acqua, ma includendo anche l’osservazione delle dinamiche delle popolazioni ittiche autoctone e l’espansione di specie invasive termofile. Grazie a questa strategia integrata, è possibile adattare con maggiore precisione le pratiche di estrazione e coltivazione alle variazioni climatiche in corso, assicurando un equilibrio tra sostenibilità ambientale, redditività economica e resilienza delle comunità costiere.
Descrizione | |
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| Settore | |
| Rilevanza per l’adattamento | L’azione pilota ha il potenziale di servire da modello per altre aree vulnerabili, dimostrando come l’integrazione di strategie di monitoraggio e regolazione possa garantire la sostenibilità a lungo termine delle risorse naturali in un clima che cambia. Offre infatti un approccio concreto per l’adattamento alle sfide climatiche, contribuendo non solo alla conservazione delle risorse ittiche, ma anche alla protezione dell’equilibrio ecologico del lago di Garda. |
| Impatto su cui agisce l’azione settoriale | Modifica della composizione delle comunità ecologiche acquatiche |
| Tipologia azione | Green |
| Parole chiave | Pesca, Acquacoltura, Co-creazione, Gestione adattativa, Cambiamenti climatici |
| Ambito di applicazione | Ambito nazionale |
| Regione | Regione Veneto, Regione Friuli-Venezia Giulia, Regione Emilia-Romagna |
| Localizzazione | Bacino alto Adriatico |
| Anno inizio | 2016 |
| Anno fine | 2020 |
| Fonte di finanziamento | Horizon |
| Stato dell’azione | Conclusa |
Monitoraggio | |
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| Risultati | Le simulazioni condotte nell’ambito dell’azione pilota nel Nord Adriatico hanno evidenziato scenari critici per le specie ittiche a preferenza fredda o temperata. I risultati mostrano che, con l’aumento delle temperature marine, queste specie saranno sempre più spesso esposte a condizioni ambientali superiori ai loro limiti termici ottimali, con conseguente riduzione significativa delle catture e rischio concreto di collasso delle popolazioni target. Nella mitilicoltura, lo scenario intermedio RCP4.5 allunga i tempi di crescita fino a 28 giorni, mentre l’estremo RCP8.5 li accelera, benché entrambe le variazioni possano influire negativamente su metabolismo e qualità nutrizionale. L’espansione di specie invasive termofile, pur offrendo opportunità di diversificazione, potrebbe non costituire un valido “tampone” ai futuri picchi termici. Infine, le alterazioni dei tassi metabolici rischiano di modificare le reti trofiche e i cicli biogeochimici locali, sottolineando l’urgenza di adeguare strategie gestionali e protocolli di monitoraggio. |
| Rapporto Costi – Benefici | Gli investimenti in monitoraggio e modellistica consentono di anticipare e mitigare gli effetti di un’alterazione termica sulle specie sensibili, bilanciando i costi operativi con la salvaguardia delle attività produttive. |
| Stakeholder coinvolti e modalità partecipative attivate | L’azione in Alto Adriatico si è basata su un approccio di co-creazione e di gestione adattativa, in cui i modelli previsionali e le simulazioni biologiche sono stati integrati con la conoscenza pratica dei pescatori e dei mitilicoltori, attraverso una rete strutturata di eventi, formazione e piattaforme digitali. |
| Elementi innovativi e fattori di successo | L’uso congiunto di modelli climatici (scenari RCP4.5 e RCP8.5) con dati di monitoraggio in tempo reale sulla temperatura e sulle dinamiche delle popolazioni ittiche e molluschicole consente di tarare tempestivamente le soglie di prelievo e i cicli di raccolta. Inoltre l’introduzione di limiti di estrazione e di calendari di raccolta dinamici, aggiornati automaticamente in base ai dati ambientali, rappresenta un salto di qualità rispetto alle regolazioni fisse tradizionali. |
| Criticità | I modelli globali devono essere “downscalati” per cogliere variazioni termiche di dettaglio nella piattaforma alta Adriatica, ma questo processo introduce incertezze sui trend futuri di temperatura e, di conseguenza, sulla validità delle soglie di prelievo e dei calendari di raccolta adattativi |
| Trasferibilità | L’azione di adattamento delle attività ittiche e mitilicole nel Nord-Adriatico, sviluppata nell’ambito del progetto ClimeFish, offre un modello facilmente trasferibile ad altri contesti costieri. L’integrazione di modelli climatici regionalizzati con dati di monitoraggio in tempo reale consente di regolare dinamicamente le soglie di prelievo e i calendari di raccolta, adattandosi alle variazioni ambientali locali. Questo approccio, combinato con la co-creazione di strategie di gestione insieme agli stakeholder locali, può essere replicato in diverse aree geografiche, rafforzando la resilienza delle comunità costiere ai cambiamenti climatici. |
Riferimenti | |
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| Partner | UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI VENEZIA; ORGANIZZAZIONE PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA DELLE NAZIONI UNITE |
| Referente | Fabio Pranovi Referente per UO UNIVE |
| fpranovi@unive.it | |
| Sito web | https://climefish.eu/ |
| Documenti aggiuntivi | |
| Progetto nell’ambito del quale è stata realizzata l’azione | Progetto ClimeFish – Co-creating a Decision Support Framework to ensure sustainable fish production in Europe under climate change |
