Il settore industriale — fatta eccezione per quello energetico e per i comparti ad elevato consumo idrico — tende a non essere considerato tra i più esposti ai cambiamenti climatici. Anzi, in molti ambiti prevale la percezione che questi possano generare nuove opportunità di business. Tuttavia, i cambiamenti climatici portano con sé anche rischi concreti: l’aumento in frequenza e intensità di eventi meteorologici estremi renderà sempre più significativi gli impatti su infrastrutture sensibili e stabilimenti con pericolo di incidente rilevante. I gestori di questi stabilimenti devono integrare le proiezioni climatiche nei propri processi di risk management e conseguente implementazione nei sistemi di gestione aziendale: i costi dell’adattamento sono reali, ma quelli dell’inazione possono essere ben maggiori. Questa consapevolezza deve essere condivisa da tutti gli attori coinvolti: istituzioni, autorità di controllo e comunità locali. Per le nuove installazioni, i criteri progettuali iniziali, oltre che quelli alla base dello sviluppo dei sistemi di gestione al fine di tenere in conto la vita utile delle opere, devono incorporare le variabili climatiche attese nell’arco di vita dell’opera. Per le infrastrutture esistenti, il punto di partenza è la mappatura delle aree vulnerabili, cui devono seguire misure specifiche di monitoraggio e adattamento dei sistemi di gestione aziendali, sfruttando lo sviluppo di scenari climatici territoriali dettagliati.
Impatti ambientali in corso
Gli impatti non sono ancora quantificabili con precisione, proprio per la mancanza di scenari affidabili.
Impatti ambientali futuri
Aumento di eventi meteorologici estremi (fulminazioni, alluvioni, frane, incendi di interfaccia): impatti crescenti sulle infrastrutture e sulle attività industriali pericolose.
Gli eventi NaTech (incidenti tecnologici innescati da eventi naturali estremi come alluvioni, frane, fulminazioni e incendi di interfaccia) possono generare effetti a cascata, una volta innescati eventi incidentali sugli stabilimenti industriali o sulle infrastrutture pericolose, su aree abitate, con gravi ricadute sulla salute pubblica e sull’ambiente.
Impatti su società ed economia
I costi derivanti dalla mancata gestione dei rischi naturali sulle industrie ed infrastrutture pericolose possono superare di gran lunga quelli dell’adattamento preventivo.
Gli investitori richiedono sempre più evidenze di misure di adattamento adottate: le imprese che non si adeguano rischiano una perdita di attrattività sul mercato dei capitali.
Le infrastrutture a lunga vita media (gasdotti, oleodotti, condotte pericolose) sono esposte a danni crescenti con conseguenti interruzioni di servizio e costi di ripristino elevati.
La popolazione residente nelle vicinanze di stabilimenti con pericolo di incidente rilevante è esposta a rischi crescenti, non ancora adeguatamente quantificati.
Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Via Cristoforo Colombo, n. 44 - 00147 - Roma (I)
TELEFONO CENTRALINO: (+39) 0657221
URP: urp@mase.gov.it PEC: mase@pec.mase.gov.it