Differenze

Mitigazione e adattamento si distinguono per la diversa scala temporale e spaziale su cui si manifestano i rispettivi effetti.
Scala temporale
Le misure di mitigazione producono benefici principalmente nel medio e lungo periodo. La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra richiede infatti tempi di attuazione spesso lunghi e i suoi effetti sul clima globale si manifestano gradualmente. Ne sono esempi la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici o la decarbonizzazione dei sistemi produttivi e dei trasporti.
Le misure di adattamento, invece, possono generare benefici anche nel breve periodo, contribuendo a ridurre immediatamente i rischi legati agli impatti climatici. È il caso delle azioni di protezione civile adottate durante eventi meteorologici estremi, come la chiusura temporanea di scuole o infrastrutture in presenza di allerte meteo, che riducono l’esposizione della popolazione ai rischi. Altri interventi, come l’aumento delle aree verdi urbane per ridurre gli effetti delle ondate di calore e mitigare l’isola di calore urbana.
Scala spaziale
La mitigazione produce effetti su scala globale. Le emissioni di gas a effetto serra, infatti, contribuiscono al cambiamento climatico indipendentemente dal luogo in cui vengono generate; per questo motivo i benefici derivanti dalla loro riduzione interessano l’intero pianeta. L’Accordo di Parigi rappresenta un esempio di cooperazione internazionale finalizzata a conseguire un obiettivo globale comune.
L’adattamento, al contrario, opera prevalentemente su scala locale o regionale, poiché mira a ridurre gli impatti climatici nei territori e nei settori che ne sono direttamente interessati. Le misure adottate devono quindi essere progettate in funzione delle specifiche vulnerabilità, caratteristiche ambientali e condizioni socioeconomiche dei contesti in cui vengono applicate.
