Gradi giorno di raffrescamento – indicatore proxy (Piemonte)
Numeri e messaggi chiave
La sommatoria dei gradi giorno di raffrescamento , indicati con CDD (Cooling Degree Days), attualmente risulta maggiore sul Torinese e sulle pianure orientali, in particolare su Astigiano e Alessandrino. I risultati sugli scenari futuri confermano un aumento continuo fino a fine secolo. Gli incrementi percentuali maggiori avverranno su tutta la fascia montana e pedemontana e sui settori collinari, con valori ben al di sopra del 500%; si confermano valori massimi assoluti sulle zone intorno ai capoluoghi. Questo generale incremento comporta una domanda energetica superiore, in particolare nei picchi giornalieri.
Descrizione
L’indicatore è un indicatore climatico, che rappresenta bene un proxy (variabile che sostituisce un parametro non disponibile ma ad essa correlato) dei consumi elettrici per il raffrescamento degli edifici nel periodo estivo.
Scopo
Scopo principale dell’indicatore è quello di rappresentare la variazione annuale dei gradi giorno di raffrescamento nel periodo estivo. I gradi giorno di raffrescamento sono un parametro utile a descrivere il trend in atto e futuro di aumento della T media nel periodo estivo e il verificarsi delle ondate di calore.
L’indicatore è calcolato su dati meteorologici sottoposti a procedura di validazione e sui trend osservati è stata eseguita un’analisi di significatività, evidenziandone la robustezza: pertanto la qualità dell’informazione si ritiene elevata.
L’indicatore non tiene conto delle temperature estreme che sono maggiormente legate al disagio percepito dall’individuo, per questa valutazione è possibile affiancare un indicatore di disagio bioclimatico.
Rilevanza - UTILITÀ
- Portata nazionale/applicabile a temi ambientali a livello regionale di significato nazionale
- Descrive il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
- Semplice e facile da interpretare
- Sensibile ai cambiamenti nell'ambiente/collegato alle attività antropiche
- Rappresentativo di condizioni ambientali, pressioni sull'ambiente, risposte alla società, obbiettivi normativi
- Fornisce una base per confronti a livello internazionale
- Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo che si possa valutare la sua significatività
Misurabilità
- Documentato e di qualità nota (accessibilità)
- Aggiornato secondo fonti e procedure affidabili (tempestività e puntualità)
- Disponibile su un rapporto costi/benefici
- Buona copertura spaziale
- Copertura temporale > 10 anni
Solidità scientifica
- Basato su standard nazionali/internazionali
- Ben fondato in termini tecnici e scientifici
- Attendibile e affidabile per metodi di misura e raccolta dati
- Comparabile nel tempo
- Comparabile nello spazio
Frequenza rilevazione dati: Giornaliera
Unità di misura: Gradi giorno GG (°C x giorno)
Periodicità dell'aggiornamento: Annuale
Copertura temporale: Clima osservato: per i capoluoghi di provincia, a partire dalla data di installazione della stazione di riferimento fino al 2023 Clima futuro: anomalie climatiche sui trentenni 2036-2065 e 2071-2100 rispetto al periodo di riferimento 1976-2005, da simulazioni EUROCORDEX, scenari RCP 4.5 e RCP 8.5. «Ensemble technique» su 11 modelli, con rimozione del bias calcolato su base mensile sul periodo 1976-2005.
Riferimenti/obiettivi fissati dalla normativa:
Nessun riferimento/obiettivo fissato dalla normativa
Fonte e accessibilità dei dati di base:
Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e altri dataset di temperatura
Arpa Piemonte – Piano Energetico Ambientale Regionale
I gradi giorno di raffrescamento sono calcolati come somma delle differenze tra la temperatura media giornaliera esterna e la temperatura di comfort climatico (non superiore ai 21°C); la differenza viene conteggiata solo se la temperatura media esterna supera i 24°C. Se Tm > 24°C : Tm - 21°C (definizione JRC) e calcolo con Tm= (Tmax+Tmin)/2
Tabella 1 - Valore assoluto di CDD (Cooling Degree Days) per i capoluoghi regionali nel periodo storico 1976-2005, valori assoluti e anomalie (rispetto al 1976-2005) nei periodi 2036-2065 e 2071-2100 previsti dalle proiezioni climatiche secondo gli scenari RCP4.5 e RCP8.5
| Trentenni | |||||
| 1976-2005 | 2036-2065 | 2071-2100 | |||
| Asti | Storico | dato medio periodo | 162 | ||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 345 | 392 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 183 | 229 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 383 | 668 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 221 | 505 | |||
| Alessandria | Storico | 120 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 284 | 327 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 164 | 207 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 317 | 589 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 197 | 468 | |||
| Biella | Storico | 39 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 110 | 141 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 72 | 103 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 132 | 332 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 93 | 293 | |||
| Cuneo | Storico | 50 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 148 | 184 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 98 | 134 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 176 | 407 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 126 | 357 | |||
| Novara | Storico | 126 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 286 | 329 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 160 | 203 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 317 | 593 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 192 | 468 | |||
| Torino | Storico | 152 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 328 | 375 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 176 | 223 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 367 | 655 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 215 | 503 | |||
| Verbania | Storico | 80 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 201 | 242 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 121 | 163 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 227 | 466 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 147 | 387 | |||
| Vercelli | Storico | 152 | |||
| RCP 4.5 | dato medio periodo | 329 | 371 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 177 | 219 | |||
| RCP 8.5 | dato medio periodo | 361 | 643 | ||
| anomalia versus 1976-2005 | 209 | 491 | |||
Grafico 1 - Torino: Gradi giorno di raffrescamento (CDD) nell’anno solare, anni 1991-2023
Nella Grafico 1 si riporta l’andamento dei gradi giorno di raffrescamento per Torino dal 1991 al 2023. In seguito all’aumento delle temperature estive conseguenti al riscaldamento globale, la tendenza dei gradi giorno di raffrescamento è in aumento per la città di Torino. Si può notare come, dopo il picco dell’estate 2003, si siano susseguite estati mediamente calde, in particolare 2022, 2017 e 2015.
Grafico 2 - Valore assoluto di Gradi giorno di raffrescamento (CDD) per Torino nel periodo storico 1976-2005, valori assoluti e variazioni percentuali (rispetto al 1976-2005) nei periodi 2036-2065 e 2071-2100 previsti dalle proiezioni climatiche secondo gli scenari RCP4.5 e RCP8.5
Analizzando gli scenari futuri si evince che la tendenza dei gradi giorno di raffrescamento è all’aumento. Questo comporterà un aumento del fabbisogno energetico nel periodo estivo, in particolare del massimo picco giornaliero di richiesta
Figura 1 - Mappe storiche
Sul periodo storico, si sono registrate esigenze di raffrescamento più marcate sul basso Torinese e sulle pianure orientali, in particolare su Astigiano e Alessandrino, con valori trascurabili sulle zone montane e pedemontane.
Figura 2 - Gradi giorno di raffrescamento (CDD) mappe di proiezioni climatiche e anomalie
Dalle analisi climatiche sui periodi futuri si notano cambiamenti sostanziali nella distribuzione spaziale. Si conferma un fabbisogno massimo intorno ai capoluoghi e si rileva un aumento crescente, continuo e diffuso su tutta la regione, fino a fine secolo. Tuttavia, le variazioni percentuali aumentano soprattutto alle quote più alte. Le zone con incrementi più marcati, già a medio termine nel periodo 2036-2075, sono rappresentate dalle vallate del Cuneese a cui si aggiungono, via via, anche gli altri settori alpini. A fine secolo, con lo scenario tendenziale RCP 8.5, su tutti i settori montani, sulle vallate adiacenti e anche sulle colline di Torinese e Astigiano, le anomalie percentuali raggiungono valori a fondo scala, intorno al 1000%, altrove le variazioni maggiori si riscontrano sulle prime zone di pianura adiacenti ai settori pedemontani e sulle altre aree collinari, con valori compresi tra il 400 e il 500 %.
Riferimenti bibliografici
- J. Spinoni, J. Vogt, P. Barbosa, European degree-day climatologies and trends for the period 1951–2011, Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e Joint Research Centre, Institute for Environment and Sustainability (JRC)
- UK Met Office - Link
- Spinoni J. Et al, Changes of heating and cooling degree-days in Europe from 1981 to 2100, Environment and climate change, ISSN 0899-8418, DOI 10.1002/joc.5362, (2018)

La Tabella 1 mostra le variazioni del CDD (Cooling Degree Days) nei capoluoghi regionali, tutte statisticamente significative (int.conf.95%).