Punta oraria di fabbisogno elettrico nei mesi estivi
Numeri e messaggi chiave
L'indicatore fornisce informazioni sulla variazione delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo estivo (maggio-settembre) per il raffrescamento rispetto ai picchi di fabbisogno dovuti a tutti gli altri usi. Nei mesi estivi l’indicatore mostra un incremento di entità differente dal 2009 al 2026. Per giugno la media mobile su dieci anni nel 2026 è 4 volte maggiore della media mobile nel 2009, mentre per i mesi di luglio e agosto l’incremento è pari rispettivamente a 5,8 e 5,5. I dati mostrano un aumento di domanda di raffrescamento negli anni.
Descrizione
L'indicatore fornisce informazioni sulla variazione delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo estivo (maggio-settembre) per il raffrescamento rispetto ai picchi di fabbisogno dovuti a tutti gli altri usi. I picchi di richiesta di energia elettrica in questo periodo dell'anno dipendono da vari fattori, tra cui il raffrescamento degli edifici. All'aumento delle temperature corrisponde un incremento dell'utilizzo di impianti di raffrescamento e quindi di domanda elettrica
Scopo
Valutare la variazione delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica a livello nazionale nel periodo compreso tra maggio e settembre al netto dei consumi per altri scopi.
Il dato presenta una buona affidabilità essendo di fonte Terna, società responsabile in Italia della trasmissione e del dispacciamento dell'energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione su tutto il territorio nazionale
L'indicatore non è direttamente collegato con i cambiamenti climatici, poiché su di esso incidono anche fattori di natura non climatica. Tuttavia, esso può essere considerato un indicatore di interesse per la tematica degli impatti dei cambiamenti climatici, in grado cioè di fornire indicazioni utili allo studio degli effetti dell'innalzamento della temperatura media sulla domanda energetica per il raffrescamento.
Rilevanza - UTILITÀ
- Portata nazionale/applicabile a temi ambientali a livello regionale di significato nazionale
- Descrive il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
- Semplice e facile da interpretare
- Sensibile ai cambiamenti nell'ambiente/collegato alle attività antropiche
- Rappresentativo di condizioni ambientali, pressioni sull'ambiente, risposte alla società, obbiettivi normativi
- Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità
- Documentato e di qualità nota (accessibilità)
- Aggiornato secondo fonti e procedure affidabili (tempestività e puntualità)
- Buona copertura spaziale
- Copertura temporale > 10 anni
Solidità scientifica
- Ben fondato in termini tecnici e scientifici
- Correlato a modelli economici, previsioni e sistemi di informazioni
- Attendibile e affidabile per metodi di misura e raccolta dati
- Comparabile nel tempo
Frequenza rilevazione dati: Giornaliera
Unità di misura: GW
Periodicità dell'aggiornamento: Annuale
Copertura temporale: 2000-2026*(dato provvisorio)
Riferimenti/obiettivi fissati dalla normativa:
Nessun riferimento/obiettivo fissato dalla normativa
Fonte e accessibilità dei dati di base:
Terna SpA - Statistica annuale della produzione e del consumo di energia elettrica in Italia
TERNA S.p.A. fornisce il picco di fabbisogno mensile. Per ogni anno i picchi dei mesi estivi sono sottratti alla media dei picchi registrati a aprile e ottobre, considerati rappresentativi dei consumi al netto da usi termici. Aprile e ottobre sono considerati mesi dove mediamente non si usa elettricità per riscaldamento o raffrescamento. Ogni valore dell’indicatore è la media mobile dei 10 anni precedenti, a partire dal 2000.
Grafico 1 - Variazione della punta oraria di fabbisogno elettrico
Nel grafico ogni punto rappresenta una media mobile decennale, calcolata a partire dal 2000. Per ciascun mese e per ciascun anno viene considerata la differenza (delta) tra il picco di potenza elettrica e il valore medio dei mesi di aprile e ottobre dello stesso periodo. Aprile e ottobre sono utilizzati come riferimento perché, mediamente, sono i mesi in cui il ricorso all’elettricità per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti è più contenuto. Questo consente di ridurre l’effetto della progressiva elettrificazione dei consumi e di mettere maggiormente in evidenza la componente della domanda elettrica associata al raffrescamento estivo.
I valori del mese di maggio oscillano intorno al valore medio di aprile e ottobre e non evidenzia una tendenza significativa. Nei mesi estivi, invece, emerge una generale crescita dei picchi di potenza, particolarmente evidente da giugno ad agosto. Settembre, pur mostrando un incremento nel lungo periodo, presenta negli ultimi anni un andamento sostanzialmente stabile. Ad agosto i picchi risultano mediamente inferiori rispetto a giugno e luglio, questo andamento è riconducibile alla stagionale riduzione delle attività produttive e, in particolare, della produzione industriale. Nel complesso, l’analisi evidenzia quindi una tendenza all’aumento dei picchi di domanda elettrica nei mesi estivi.
Riferimenti bibliografici
- Autori vari, Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, (2015) - Link
