ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
SCHEDA INDICATORE:

Gradiente del consumo di gas naturale per riscaldamento

Ultimo aggiornamento: 20/07/2026

Numeri e messaggi chiave

L’aumento della temperatura media invernale ha come effetto una riduzione del periodo di utilizzo del riscaldamento, che si riflette quindi in una minor necessità di utilizzo di combustibili fossili per il settore residenziale. Per offrire un’analisi più completa, l’indicatore è stato aggiornato includendo, oltre ai consumi di gas naturale, anche quelli di gasolio e GPL. L’analisi è stata inoltre estesa a livello di zona climatica. Il trend del gradiente medio annuo risulta in diminuzione in tutte le zone climatiche considerate, ad eccezione della zona F, dove si mantiene pressoché stabile. Oltre al contesto climatico, sarebbero da prendere in considerazione anche altri fattori che influenzano la variazione dei consumi energetici nel settore residenziale, quali l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici, la crescita demografica, l’incremento delle superfici residenziali abitabili.

Descrizione

Il gradiente del consumo di combustibili fossili per riscaldamento è pari al rapporto tra il consumo energetico ed i gradi giorno di riscaldamento (GG). Per GG si intende la somma della sola differenza positiva tra la temperatura interna di confort e la temperatura media giornaliera esterna in una determinata località estesa al periodo di utilizzo del riscaldamento ed espressa in °C.

Scopo

Stima della relazione tra le variazioni dei gradi giorno di riscaldamento e dei consumi di combustibili fossili per il settore residenziale. Essendo l’indicatore strettamente correlato alla stagionalità termica invernale, le oscillazioni annuali e la tendenza sul lungo periodo rendono possibile una buona valutazione della modifica dei consumi energetici in relazione ai cambiamenti climatici.

L’informazione, come già descritto in parte stimata, risulta comunque di buona qualità vista la metodologia consolidata di calcolo. Inoltre, tutti i dati provengono da fonti affidabili e riconosciute.

L’indicatore è stato elaborato a livello nazionale e per zona climatica. Le sei zone climatiche considerate (A, B, C, D, E, F) sono quelle definite nel DPR 412/93. Nessuna provincia ricade nella zona A. Per completezza di informazioni lo studio potrebbe essere approfondito includendo anche i consumi elettrici (pompe di calore) e ed il consumo di biomassa per il riscaldamento per usi civili.

Rilevanza - UTILITÀ

  • Portata nazionale/applicabile a temi ambientali a livello regionale di significato nazionale
  • Descrive il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
  • Semplice e facile da interpretare
  • Sensibile ai cambiamenti nell'ambiente/collegato alle attività antropiche
  • Rappresentativo di condizioni ambientali, pressioni sull'ambiente, risposte alla società, obbiettivi normativi
  • Fornisce una base per confronti a livello internazionale

Misurabilità

  • Buona copertura spaziale

Solidità scientifica

  • Basato su standard nazionali/internazionali
  • Ben fondato in termini tecnici e scientifici
  • Correlato a modelli economici, previsioni e sistemi di informazioni
  • Attendibile e affidabile per metodi di misura e raccolta dati
  • Comparabile nel tempo

Frequenza rilevazione dati: Mensile

Unità di misura: TJ/ °C

Periodicità dell'aggiornamento: Quinquennale

Copertura temporale: 2016 - 2024

Riferimenti/obiettivi fissati dalla normativa:

DPR 412/93, DPR 74/2013

Fonte e accessibilità dei dati di base:

- Serie storica dei prelievi mensili di tutte le tipologie di clienti allacciati alle reti di distribuzione per il periodo 2016-2024 di SNAM Rete Gas, con aggregazione provinciale, normalizzati rispetto alla media delle temperature e depurati dalla componente di base, costituita da consumi di gas naturale non sensibili alla variazione climatica (produzione di acqua calda, cucina, e usi industriali).
- Serie storica dei consumi mensili provinciali di gasolio e gpl da Bollettino petrolifero MASE (https://sisen.mase.gov.it/dgsaie/bollettino-petrolifero)
Serie storica dei gradi giorno di riscaldamento fornita da ISPRA, ottenuta a partire dai partire dai dati del Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale SCIA,www.scia.sprambiente.it
- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) , Centro Euro-Mediterraneo sul Cambiamenti Climatici (CMCC).

Per ciascun anno di riferimento il gradiente mensile per zona climatica (TJ/°C) viene stimato calcolando il rapporto tra i consumi di riscaldamento (TJ) e i gradi giorno GG ( °C) della zona considerata nel mese in esame. Il gradiente mensile nazionale, per ciascun anno, si ottiene come somma ponderata dei gradienti mensili delle diverse zone climatiche, dove il peso di ciascuna zona è ottenuto dividendo il suo gradiente mensile per la somma dei gradienti di tutte le zone.
Infine, il gradiente medio mensile nazionale è determinato come media dei valori mensili nazionali annuali sull’intero periodo della serie storica.

Gradiente medio mensile nazionale – anni 2016-2024

GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE MEDIA (TJ/GG)
2016 253 256 223 204 19 241 248 206
2017 248 254 219 158 21 229 249 197
2018 258 236 245 298 24 237 243 220
2019 247 248 205 203 22 245 240 201
2020 255 241 197 171 19 233 241 194
2021 244 253 199 200 18 241 246 200
2022 245 239 200 182 28 174 218 184
2023 202 209 177 146 17 199 221 167
2024 225 223 198 184 22 206 212 182
Media 242 240 207 194 21 223 235 195
Commento

Dalla Tabella 1 emerge che, negli ultimi nove anni, il gradiente di consumo stimato assume un valor medio stagionale a livello nazionale pari a 195 TJ/GG, con un andamento che nel corso dell’inverno mostra il suo massimo nei mesi più freddi raggiungendo i 242 TJ/GG nel mese di gennaio. A livello annuale, il valore più elevato del gradiente si riscontra nel 2018, anno contraddistinto da un’anomalia termica complessivamente negativa. Al contrario, il valore minimo di 167 TJ/GG si registra nell’inverno 2023 che è stato caratterizzato da temperature particolarmente miti.

Grafico 1 - Gradiente medio mensile nazionale 2016-2024

Grafico 1 - Gradiente medio mensile nazionale 2016-2024
Commento

Dalla Grafico 1 emerge che, nei mesi di ottobre e aprile, si registrano valori anomali (outlier), in alcuni casi dello stesso ordine di grandezza di quelli osservati nei mesi non compresi nella stagione di riscaldamento. Tale comportamento è riconducibile a un disaccoppiamento tra i consumi e i gradi giorno, nonché alla marcata tendenza al caldo anomalo che, a partire dal 2016, ha interessato i mesi di aprile e ottobre nelle zone climatiche E e F, caratterizzate da climi più rigidi e montani. Tale tendenza si è manifestata pur in presenza di alcune rilevanti eccezioni, legate a episodi di freddo tardivo in primavera o precoce in autunno, tipici di questi mesi di transizione

Grafico 2 - Gradiente medio mensile per zona climatica

Grafico  2 - Gradiente medio mensile per zona climatica
Commento

Dai grafici si osserva che il gradiente medio mensile dei consumi per il riscaldamento, calcolato sul periodo 2016–2024, presenta un andamento stagionale in tutte le zone climatiche, con valori massimi concentrati nei mesi più freddi della stagione di riscaldamento. Tale andamento risulta particolarmente evidente nelle zone caratterizzate da condizioni climatiche più rigide.

Grafico 3 - Gradiente medio annuo per zona climatica

Grafico 3 - Gradiente medio annuo per zona climatica
Commento

Dai grafici si osserva si osserva che, nel periodo 2016–2024, il gradiente medio annuo dei consumi per il riscaldamento presenta un trend decrescente in tutte le zone analizzate, ad eccezione della zona F, dove i valori si mantengono pressoché stabili. La riduzione è più evidente nelle zone caratterizzate da condizioni climatiche più miti, mentre risulta progressivamente meno marcata all'aumentare della severità climatica.

Riferimenti bibliografici

  • Autori vari, Determinazione degli obblighi di modulazione e dei criteri e priorità di conferimento della capacità di stoccaggio, ARERA, (2005)

LEGENDA:

Trend in aumento
Si osserva una tendenza del fenomeno in aumento
Trend stabile
Si osserva una tendenza del fenomeno stabile
Trend in diminuzione
Si osserva una tendenza del fenomeno in diminuzione
Trend non definito
La tendenza del fenomeno attualmente non è definibile
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