Effetti sulla salute e il benessere di specie acquatiche allevate
Fattori climatici
Variazioni di temperatura, ossigeno, salinità, pH, regime delle correnti, aumento della frequenza di eventi estremi (es. mareggiate, ondate di calore).
Altri fattori
Qualità ambientale dei siti di produzione, applicazione di piani di biosicurezza e buone pratiche di acquacoltura, diffusione di agenti patogeni e specie aliene.
Caratterizzazione
L’aumento della temperatura dell’acqua di mare, in particolare nei mesi estivi, può causare fenomeni di stress nelle specie d’acquacoltura, con impatti sulle condizioni di salute e benessere degli organismi allevati e sulla qualità del prodotto. Il fenomeno è associato anche ad eventi distrofici e di anossia che riducono la qualità ambientale nelle zone di allevamento.
Tipologia
Le specie allevate sono confinate e non possono liberamente spostarsi in aree marine con condizioni ambientali più favorevoli. All’aumento di temperatura sono soggette a condizioni di stress, con alterazione delle funzioni metaboliche e immunitarie e, per i molluschi bivalvi, anche della capacità riproduttiva.
L’aumento della temperatura nei mesi freddi, potrebbe favorire l’alimentazione e l’accrescimento delle specie allevate e la diversificazione delle produzioni con nuove specie termofile d’interesse per l’acquacoltura.
Relazione causa-effetto
L’aumento della temperatura dell’acqua oltre i limiti di idoneità per le specie di acquacoltura può causare grave stress negli organismi allevati, con conseguente alterazione delle performance, dello stato di salute e benessere animale, fino ad episodi di elevata mortalità, anche su larga scala.
Scenario futuro
Un ulteriore aumento di frequenza di episodi critici con temperature oltre le soglie di tolleranza delle specie allevate potrà avere impatti sulla salute e le performance delle specie e sui servizi ecosistemici di fornitura, regolazione e supporto che alcuni sistemi di acquacoltura forniscono.
L’aumento di temperatura avrà impatti anche sulla qualità ambientale nelle zone di produzione, con riduzione del numero di zone idonee per l’acquacoltura, specialmente nelle aree marino-costiere e di transizione. Particolarmente esposte risultano le zone di raccolta dei molluschi bivalvi, sia allevati che da banchi naturali.
L’indicatore sarà integrato nei modelli geospaziali (Marino et al., 2020) per la pianificazione dello spazio marittimo per l’acquacoltura, per garantire l’adattamento ai cambiamenti climatici e la resilienza delle attività d’acquacoltura su scala locale e nelle zone di produzione. Ulteriori ricerche sono necessarie per misurare gli impatti della temperatura e di altri fattori climatici sulla salute e il benessere degli organismi acquatici allevati.
