ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Sviluppo di  un piano di gestione adattiva  per la conservazione delle zone umide, delle lagune e dei sistemi di isole barriera, nell’area del Delta del Po

Il Delta del Po è costituito da cinque principali rami distributari: Goro, Gnocca, Tolle, Pila e Maestra, tutti caratterizzati da argini artificiali che impediscono la sedimentazione della pianura deltizia e, di conseguenza, i sedimenti fini vengono scaricati direttamente nel Mare Adriatico.
In quest’area, caratterizzata da acque basse e fondali sabbiosi, sono presenti zone SIC e ZPS della rete Natura 2000, come la laguna della Sacca di Goro, che insieme alla Sacca di Scardovari e alla Sacca di Canarin è stata scelta come sito pilota.
L’area è interessata da numerose criticità legate ai cambiamenti climatici, come la perdita di biodiversità, l’erosione dei sistemi insulari di barriera, la marinizzazione delle lagune e il deposito di sedimenti. Si è reso quindi urgente intervenire per compensare la perdita di sedimenti e l’erosione attraverso piani efficaci di interventi ingegneristici e conservazione delle zone umide, proteggere l’ecosistema lagunare bilanciandolo con le pratiche di acquacoltura, e ridurre i rischi di alluvione ed erosione.

Descrizione

SettoreEcosistemi marini Ecosistemi marini

Ecosistemi di acque interne e di transizione Ecosistemi di acque interne e di transizione

Zone costiere Zone costiere
Rilevanza per l’adattamentoL’esperienza nel Delta del Po ha definito un Piano di Gestione Adattiva volto a individuare misure prioritarie per la conservazione degli habitat umidi e la regolazione dei regimi idraulici, con l’obiettivo di accrescere la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici agli impatti climatici
Impatto su cui agisce l’azione settorialeRiduzione/perdita di habitat e di biodiversità
Tipologia azioneGreen
Parole chiaveCambiamento climatico, Ambienti costieri e di transizione, Misure di adattamento, Processi 
Ambito di applicazioneRegione
RegioneRegione Emilia Romagna; Regione Veneto
LocalizzazioneArea del Delta del Po-laguna della Sacca di Goro
Anno inizio2019
Anno fine2021
Fonte di finanziamentoINTERREGLink esterno
Stato dell’azioneConclusa

Monitoraggio

RisultatiUn piano di gestione adattiva che integra soluzioni “nature-based”, quali il riposizionamento controllato degli argini e la creazione di barriere sommerse per favorire la deposizione dei sedimenti, insieme a interventi di ingegneria soft per la mitigazione del rischio idraulico. Da questo processo sono nate linee guida operative dettagliate, un set di strumenti GIS per la modellazione e il monitoraggio, protocolli decisionali chiari e moduli di monitoraggio continuo, in grado di supportare le autorità locali e i gestori nell’implementazione e nella valutazione delle misure di adattamento.
Rapporto Costi – BeneficiL’azione pilota nella Sacca di Goro ha dimostrato un rapporto costi/benefici favorevole, grazie all’integrazione di soluzioni basate sulla natura e misure di ingegneria leggera, che hanno permesso di affrontare efficacemente le sfide legate ai cambiamenti climatici con interventi meno invasivi e più sostenibili rispetto alle infrastrutture tradizionali. 
Stakeholder coinvolti e modalità partecipative attivateL’iniziativa è stata  rafforzata da un processo partecipativo strutturato, che ha coinvolto attivamente oltre 60 stakeholder locali attraverso workshop tematici, focus group e incontri online, garantendo l’adozione di misure adattative condivise e radicate nel contesto socio-ecologico locale.
Elementi innovativi e fattori di successoUn elemento distintivo dell’esperienza  è stata l’integrazione di strumenti tecnici avanzati, come la piattaforma WebGIS, che ha facilitato la condivisione in tempo reale di dati ambientali e scenari climatici, supportando la co-progettazione di soluzioni basate sulla natura e interventi di ingegneria soft . Ma l’intero approccio metodologico, basato sulla costruzione e condivisione coordinata delle conoscenze tra attori scientifici e politici, può essere considerato innovativo 
CriticitàDurante l’implementazione dell’azione pilota nella Sacca di Goro, sono emerse diverse criticità operative. La pandemia di COVID-19 ha imposto la trasformazione dei workshop partecipativi da incontri in presenza a eventi online, limitando l’efficacia del coinvolgimento diretto degli stakeholder locali . Inoltre, la frammentazione delle competenze tra i vari enti coinvolti ha complicato il coordinamento e la gestione unitaria degli interventi, evidenziando la necessità di una governance più integrata.
TrasferibilitàTutti i prodotti (linee guida, GIS, protocolli e moduli di monitoraggio) sono stati pensati fin dall’inizio per essere facilmente adattabili e replicabili in altre aree costiere del bacino adriatico, assicurando così che anche territori con caratteristiche simili possano beneficiare di un approccio basato sulla resilienza ai cambiamenti climatici.

Riferimenti

PartnerCNR-ISMAR;
Regione Emilia-Romagna;
Regione Veneto;
Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po;
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA
ReferenteDavide Bonaldo
Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienza Marine (CNR-ISMAR)
Emaildavide.bonaldo@ve.ismar.cnr.it
Sito webhttps://www.italy-croatia.eu/web/changewecare Link esterno
Documenti aggiuntivi–
Progetto nell’ambito del quale è stata realizzata l’azioneCHANGE WE CARE – Climate cHallenges on coAstal and traNsitional chanGing arEas: WEaving a Cross-Adriatic Response”
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