Il Piano di Adattamento Climatico del Comune di Ancona costituisce il pilastro delle politiche di resilienza della città marchigiana contro la crisi climatica globale. Redatto grazie al cofinanziamento del programma europeo LIFE ACT (Adapting to Climate change in Time), il piano si basa su rigorosi modelli scientifici. Questi modelli stimano per l’area di Ancona un progressivo innalzamento delle temperature medie e una variazione sensibile nel regime delle precipitazioni entro il 2100. Il territorio viene mappato per individuare le aree a maggiore vulnerabilità, distinguendo diverse unità fisiografiche costiere tra cui la piana alluvionale e il Conero. Tra i rischi fisici più rilevanti trattati emergono la suscettibilità alle frane, particolarmente critica in zone chiave come la Piana di Posatore e la baia di Portonovo. Viene inoltre quantificato il rischio idraulico e di allagamento delle aree pianeggianti e antropizzate a seguito di eventi meteorologici estremi e bombe d’acqua. Un’attenzione specifica è dedicata anche alla tutela del patrimonio culturale, classificando le classi di rischio per monumenti storici quali la Mole Vanvitelliana. Le strategie proposte si dividono in azioni fisiche (“hard”), interventi di pianificazione (“soft”) e attività di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza. Il piano promuove la collaborazione attiva tra amministrazione comunale, enti di ricerca, protezione civile e attori economici del territorio dorico. La sua approvazione ha segnato una tappa pionieristica in Italia, definendo una metodologia d’avanguardia per la governance climatica a livello municipale.
Piano di adattamento del Comune

| Data di pubblicazione | 2013 |
| Sito web | Piano di Adattamento del Comune |
| Parole chiave | Eventi estremi, Governance, Resilienza urbana, Rischio climatico, Vulnerabilità. |
