Globale
Nel quadro Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici UNFCCC
e dell’Accordo di Parigi, l’adattamento è un processo continuo che comprende la valutazione degli impatti e delle vulnerabilità, la pianificazione, l’attuazione delle azioni, il monitoraggio e la valutazione dei progressi.
Le Parti riconoscono che l’adattamento costituisce una sfida globale, che presenta dimensioni locali, subnazionali, nazionali, regionali e internazionali.
L’adattamento è una componente fondamentale della risposta globale a lungo termine ai cambiamenti climatici, al fine di proteggere le persone, i mezzi di sussistenza e gli ecosistemi.
Le Parti riconoscono che le azioni di adattamento dovrebbero seguire un approccio guidato dai Paesi (country-driven), sensibile alle questioni di genere, partecipativo e pienamente trasparente, tenendo conto dei gruppi vulnerabili, delle comunità e degli ecosistemi.
L’adattamento dovrebbe basarsi sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili ed essere da esse guidato e, ove appropriato, tenere conto anche delle conoscenze tradizionali, delle conoscenze dei popoli indigeni e dei sistemi di conoscenza locali, al fine di integrare l’adattamento nelle politiche e nelle azioni socioeconomiche e ambientali.
L’adattamento nell’Accordo di Parigi – Articolo 7
L’Articolo 7 dell’Accordo di Parigi stabilisce un obiettivo globale sull’adattamento (Global Goal on Adaptation – GGA) con l’obiettivo di:
- aumentare la capacità di adattamento e la resilienza;
- ridurre la vulnerabilità ai cambiamenti climatici, contribuendo allo sviluppo sostenibile;
e garantire una risposta adeguata all’adattamento nel contesto dell’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 °C.
Pianificazione e attuazione
L’Accordo di Parigi prevede che tutte le Parti, secondo quanto appropriato, si impegnino nella pianificazione e nell’attuazione dell’adattamento.
Tra gli strumenti e le attività indicati rientrano:
- i National Adaptation Plans (NAPs);
- le valutazioni di vulnerabilità;
- il monitoraggio e la valutazione;
- la diversificazione economica.
Le Parti dovrebbero inoltre comunicare, attraverso le Adaptation Communications (AdComs), le proprie priorità, i piani, le azioni e le esigenze di sostegno in materia di adattamento. Tali comunicazioni sono registrate in un registro pubblico.
Trasparenza
L’Accordo di Parigi rafforza la comprensione dei cambiamenti climatici e la trasparenza delle azioni attraverso un nuovo quadro di trasparenza.
In questo contesto, le Parti dovrebbero fornire informazioni relative agli impatti dei cambiamenti climatici e all’adattamento.
Global Stocktake
L’Articolo 14 dell’Accordo di Parigi prevede che la CMA effettui periodicamente una valutazione dell’attuazione dell’Accordo di Parigi e dei progressi collettivi verso il raggiungimento del suo obiettivo e dei suoi obiettivi di lungo termine.
Questo processo è denominato Global Stocktake (GST).
Il Global Stocktake deve essere realizzato in modo completo e facilitativo, considerando:
- la mitigazione;
- l’adattamento;
- i mezzi di attuazione e il sostegno;
alla luce dell’equità e delle migliori conoscenze scientifiche disponibili.
UAE Framework for Global Climate Resilience
Alla CMA 5 ( COP28 Dubai, 2023), le Parti hanno adottato l’UAE Framework for Global Climate Resilience, che rappresenta un importante sviluppo del lavoro sull’adattamento nell’ambito dell’Accordo di Parigi.
Il Framework ha lo scopo di guidare il raggiungimento del Global Goal on Adaptation e la valutazione dei progressi complessivi nel:
- ridurre gli impatti negativi, i rischi e le vulnerabilità associati ai cambiamenti climatici;
- rafforzare l’azione di adattamento;
- rafforzare il sostegno all’adattamento.
Il Framework comprende una serie di obiettivi tematici e dimensionali relativi all’adattamento e alla resilienza e costituisce una piattaforma per aumentare l’attuazione delle azioni di adattamento.
Gli indicatori per misurare i progressi
La CMA 5 ha inoltre istituito il programma di lavoro UAE–Belém, della durata di due anni, finalizzato allo sviluppo di indicatori per misurare i progressi compiuti verso i target dell’UAE Framework.
Dopo un processo tecnico guidato da esperti, alla CMA 7 (COP30, Belém, 2025) le Parti hanno adottato i Belém Adaptation Indicators, costituiti da 59 indicatori. Gli indicatori rappresentano uno strumento comune per contribuire alla valutazione dei progressi verso il Global Goal on Adaptation e costituiranno una fonte di input per il Global Stocktake.
Gli indicatori sono stati definiti come:
- volontari e non prescrittivi;
- non punitivi e di natura facilitativa;
- globali nella loro natura;
- rispettosi della sovranità nazionale e delle circostanze nazionali;
- country-driven;
- non destinati a creare ulteriori oneri di reporting;
- non destinati a essere utilizzati per effettuare confronti tra le Parti.
La CMA 7 ha inoltre invitato le Parti, secondo le proprie circostanze e a loro discrezione, a testare gli indicatori e a integrarli, ove appropriato, nei propri processi di pianificazione e reporting, compresi BTR, Adaptation Communications, National Adaptation Plans, NDC – Nationally Determined Contributions e National Communications.
I 59 indicatori sono collegati ai target dell’UAE Framework e riguardano le principali dimensioni dell’adattamento.
Il quadro dei target comprende sei aree tematiche:
- sistemi alimentari;
- acqua;
- salute;
- insediamenti e infrastrutture;
- ecosistemi;
- comunità e mezzi di sussistenza.
A queste si affiancano dimensioni trasversali relative, tra l’altro, alla capacità adattativa, alla governance, all’inclusione e ai mezzi di attuazione e sostegno.
Gli indicatori non costituiscono tuttavia un sistema prescrittivo di monitoraggio uniforme per tutti i Paesi: le Parti possono utilizzarli tenendo conto delle proprie circostanze nazionali.
L’adozione dei 59 indicatori non conclude il lavoro tecnico e politico sul GGA. La CMA 7 ha previsto infatti ulteriori attività finalizzate alla loro operazionalizzazione, compreso il lavoro sui metadati e sulle metodologie.
È stata istituita la Belém–Addis Vision on Adaptation, che prevede un processo biennale di allineamento delle politiche, da svolgersi parallelamente al lavoro tecnico sui metadati e sulle metodologie degli indicatori da parte degli organi sussidiari.
I Belém Adaptation Indicators sono destinati a fornire informazioni utili al monitoraggio dei progressi globali verso il GGA e costituiranno una fonte di input per il Global Stocktake.
Il loro ulteriore sviluppo dovrà quindi accompagnare il processo di attuazione del GGA e il lavoro preparatorio in vista del secondo Global Stocktake, previsto nel ciclo 2028–2029.
Questioni ancora aperte
L’adozione dei 59 indicatori rappresenta un passaggio importante, ma lascia aperte alcune questioni relative alla loro applicazione e ulteriore evoluzione.
In particolare, rimangono da sviluppare e affinare:
- metadati e metodologie per gli indicatori;
- disponibilità e comparabilità dei dati necessari alla loro applicazione;
- modalità di utilizzo degli indicatori nei diversi processi nazionali;
- supporto tecnico alle Parti, in particolare ai Paesi in via di sviluppo;
- coordinamento tra i diversi processi e organismi che lavorano sull’adattamento.
Il processo prevede quindi una fase successiva di rafforzamento tecnico e di allineamento politico, che dovrà contribuire a rendere gli indicatori progressivamente più operativi.
Principali organismi e strumenti UNFCCC per l’adattamento

Adaptation Committee (AC)
L’Adaptation Committee, istituito nel 2010 nell’ambito del Cancun Adaptation Framework, ha il compito di promuovere l’attuazione rafforzata dell’adattamento in modo coerente nell’ambito della Convenzione.
Tra le sue attività rientrano:
- fornire supporto tecnico e orientamento alle Parti;
- condividere informazioni, conoscenze, esperienze e buone pratiche;
- rafforzare la collaborazione con organizzazioni e reti nazionali, regionali e internazionali;
- fornire informazioni e raccomandazioni alla COP;
- considerare le informazioni comunicate dalle Parti sul monitoraggio e sulla revisione delle azioni di adattamento e sul sostegno fornito e ricevuto.
Adaptation Communications (AdComs)
Le Adaptation Communications sono previste dall’Articolo 7, paragrafi 10 e 11, dell’Accordo di Parigi.
Ogni Parte dovrebbe presentare e aggiornare periodicamente una comunicazione sull’adattamento, che può comprendere informazioni relative a:
- priorità;
- attuazione;
- esigenze di sostegno;
- piani;
- azioni.
Le AdComs contribuiscono a rafforzare l’azione e il sostegno all’adattamento, forniscono informazioni al Global Stocktake e favoriscono l’apprendimento e una migliore comprensione delle esigenze e delle azioni di adattamento.
Least Developed Countries Expert Group (LEG)
Il LEG, istituito nel 2001, fornisce orientamento tecnico e sostegno ai Paesi meno sviluppati (LDCs) nel processo di elaborazione e attuazione dei National Adaptation Plans.
Le sue attività comprendono orientamento tecnico, linee guida, attività di formazione, workshop, incontri di esperti, scambio di esperienze, buone pratiche e lezioni apprese, nonché il monitoraggio dei progressi, dell’efficacia e delle lacune.
National Adaptation Plans (NAPs)
Il processo dei National Adaptation Plans è stato istituito nell’ambito del Cancun Adaptation Framework.
I NAP consentono alle Parti di:
- ridurre la vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici;
- rafforzare la capacità di adattamento e la resilienza;
- integrare l’adattamento nelle politiche, nei programmi e nelle attività nuove ed esistenti;
- promuovere un approccio coerente all’adattamento.
Nairobi Work Programme (NWP)
Il Nairobi Work Programme on impacts, vulnerability and adaptation to climate change costituisce l’hub di conoscenza dell’UNFCCC per l’adattamento e la resilienza.
È una rete inclusiva di organizzazioni impegnate a:
- colmare le lacune di conoscenza;
- rafforzare l’azione di adattamento;
- condividere conoscenze e informazioni;
- favorire l’apprendimento.
L’Adaptation Knowledge Portal del Nairobi Work Programme mette a disposizione risorse sull’adattamento, tra cui casi studio, metodologie, strumenti e documenti tecnici.
