ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Glossario

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z


A

 

Acquacoltura

L’allevamento o la coltivazione di organismi acquatici mediante tecniche volte ad aumentare la produzione degli organismi in questione oltre la capacità naturale dell’ambiente, laddove gli organismi restano di proprietà di una persona fisica o giuridica durante tutta la fase di allevamento e coltura, fino alla raccolta inclusa. (Commissione Europea – Glossario).

 

Adattamento

Il processo di adeguamento al clima attuale o atteso e ai suoi effetti. Nei sistemi umani, l’adattamento cerca di limitare o evitare danni e/o sfruttare le opportunità favorevoli. In alcuni sistemi naturali, l’intervento umano può facilitare l’adattamento al clima previsto e ai suoi effetti (IPCC 2014). L’ adattamento può essere:

  • incrementale: prevede azioni per le quali l’obiettivo principale è quello di mantenere l’essenza e l’integrità di un sistema o di un processo ad una determinata scala;
  • trasformazionale: cambia gli attributi fondamentali di un sistema in risposta al clima e ai suoi effetti; 
  • preventivo: avviene prima che si osservino gli impatti dei cambiamenti climatici, definito anche come adattamento proattivo; 
  • autonomo: non costituisce una risposta cosciente agli stimoli climatici, ma è attivato da cambiamenti ecologici nei sistemi naturali e da cambiamenti del mercato o del benessere nei sistemi umani, definito anche come adattamento spontaneo; 
  • pianificato: risultato di una deliberata decisione politica, basato sulla consapevolezza che le condizioni sono cambiate o stanno per cambiare e che è necessario agire per tornare a mantenere o raggiungere uno stato desiderato.

 

Adattamento urbano

Il processo attraverso cui le città e le aree urbane si adeguano al clima attuale o atteso e ai suoi effetti, attraverso interventi su infrastrutture, pianificazione territoriale, gestione delle risorse e coinvolgimento della comunità, al fine di ridurre i rischi climatici, aumentare la resilienza dei sistemi urbani e cogliere eventuali opportunità. (Elaborazione degli autori).

 

Agente di biocontrollo

Organismo vivente — quali parassiti, predatori, patogeni o microrganismi antagonisti — utilizzato per contenere le popolazioni di organismi nocivi (insetti, erbe infestanti, patogeni delle piante) sfruttando rapporti naturali di antagonismo (predazione, parassitismo, competizione interspecifica), in alternativa o a complemento dei prodotti fitosanitari chimici di sintesi.

Si distinguono in genere due approcci principali:

  • Biocontrollo conservativo: interventi che favoriscono i nemici naturali già presenti nell’ambiente, ad esempio tramite la gestione dell’habitat o la riduzione dei disturbi antropici.
  • Biocontrollo aumentativo: produzione e rilascio massale e periodico, spesso su base commerciale, di nemici naturali per rinforzare il controllo dei parassiti, con un approccio inoculativo nei periodi critici della stagione. (Elaborazione degli autori). (Non esiste ancora una definizione normativa ufficiale e univoca in ambito UE).

 

Agricoltura

La produzione di piante e animali utili all’uomo, che comprende la coltivazione del suolo e l’allevamento e la gestione di colture e bestiame. (EEA/GEMET).

 

Agricoltura sostenibile

La gestione e la conservazione della base di risorse naturali, e l’orientamento del cambiamento tecnologico e istituzionale, in modo tale da garantire il raggiungimento e la continua soddisfazione dei bisogni umani per le generazioni presenti e future. L’agricoltura sostenibile conserva la terra, l’acqua e le risorse genetiche vegetali e animali, ed è non degradante per l’ambiente, tecnicamente appropriata, economicamente valida e socialmente accettabile. (FAO).

 

Agricoltura periurbana comunitaria

Unità agricole vicine alla città dove operano aziende intensive, semi- o interamente commerciali, per la coltivazione di ortaggi e altri prodotti orticoli, l’allevamento di polli e altri animali, la produzione di latte e uova. (FAO/AGROVOC).

 

Agricoltore

Persona che pratica l’agricoltura, coltivando la terra e/o allevando bestiame. (EEA/GEMET).

 

Agroforestazione

La consociazione tra colture agricole e alberi, in particolare specie leguminose. Nelle regioni semiaride e sui pendii spogli, l’agroforestazione aiuta a controllare l’erosione e a ripristinare la fertilità del suolo, fornendo contemporaneamente cibo e beni di valore. (EEA/GEMET).

 

Allagamento pluviale

L’allagamento o il ristagno d’acqua provocato direttamente da precipitazioni meteoriche intense che superano la capacità di infiltrazione del suolo e di smaltimento della rete fognaria, prima che l’acqua raggiunga un corso d’acqua o un bacino ricettore. (Elaborazione degli autori).

 

Alluvione

Lo straripare dei normali confini di un fiume o di un altro corpo idrico o l’accumularsi di acqua in aree normalmente non sommerse. Le alluvioni includono le inondazioni dei fiumi o fluviali, le esondazioni lampo (flash flood), le alluvioni urbane, quelle pluviali e quelle delle fognature, le alluvioni costiere, e le alluvioni in seguito all’esondazione dei laghi glaciali. (IPCC AR5)

 

Ambiente montano

Ecosistemi presenti su alte montagne o ad altitudini elevate, caratterizzati da condizioni climatiche e geomorfologiche peculiari. Gli ecosistemi montani sono altamente vulnerabili e particolarmente sensibili all’erosione del suolo, alle frane e agli impatti dei cambiamenti climatici. (EEA/GEMET).

 

Ambiente costiero

L’area d’interfaccia fisica ed ecologica in cui la terra emersa incontra il mare, nonché la porzione di acque superficiali situate tra la linea di base della costa e il limite esterno delle acque territoriali e di transizione. (EEA/GEMET).

 

Ambiente di transizione

Corpi idrici superficiali in prossimità delle foci dei fiumi (come estuari, lagune costiere, sacche e stagni salmastri) che presentano un carattere parzialmente salino a causa della vicinanza alle acque costiere, ma che sono fortemente influenzati dai flussi di acqua dolce continentale. (EEA/GEMET).

 

Anidride carbonica (CO₂)

Gas naturalmente presente nell’atmosfera terrestre, l’anidride carbonica è prodotta sia da processi naturali (respirazione, decomposizione, emissioni vulcaniche) sia da attività antropiche, tra cui la combustione di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale), la combustione di biomassa, i cambiamenti nell’uso del suolo (es. deforestazione) e processi industriali come la produzione di cemento.

La CO₂ è il principale gas serra di origine antropica, responsabile dell’alterazione del bilancio radiativo terrestre e contribuisce significativamente al riscaldamento globale. (IPCC AR6) 

 

Anomalia

La deviazione di una variabile dal suo valore medio nel corso di un periodo di riferimento. (IPCC AR5)

 

Antropocene

Una nuova epoca geologica proposta, derivante da cambiamenti significativi causati dall’uomo nella struttura e nel funzionamento del Sistema Terra, incluso il sistema climatico.Originariamente proposto nel 2000 dalla comunità scientifica che studia il Sistema Terra, l’Antropocene è attualmente oggetto di un processo di formalizzazione all’interno della comunità geologica, basato su evidenze stratigrafiche che mostrano come le attività umane abbiano modificato il pianeta al punto da generare depositi geologici distinti da quelli dell’Olocene, e che rimarranno nel record geologico. Sia l’approccio stratigrafico che quello del Sistema Terra tendono a identificare la metà del XX secolo come il possibile inizio più appropriato dell’Antropocene (Steffen et al., 2016), anche se sono state proposte e sono ancora in discussione altre date.

Il concetto di Antropocene è stato adottato informalmente in molte discipline scientifiche e anche nella comunicazione pubblica per indicare l’influenza profonda dell’essere umano sul funzionamento del sistema planetario. (IPCC AR6)

 

Area marina protetta

Zona geograficamente distinta e chiaramente delimitata, designata mediante strumenti legislativi o altri mezzi efficaci, destinata a salvaguardare la biodiversità, mantenere la salute degli ecosistemi marini e preservare i relativi servizi ecosistemici e risorse naturali. (EEA/GEMET).

 

Area blu

Tutti gli ambienti acquatici affioranti o di superficie, siano essi naturali o artificiali (fiumi, torrenti, laghi, canali, zone umide, stagni, bacini e fasce costiere), situati all’interno o in prossimità di ambienti urbani e rurali. (EEA/GEMET).

Cfr. con la voce: Infrastruttura blu.

 

Area verde

Territorio all’interno o in prossimità di un’area urbanizzata, coperto da vegetazione naturale o seminaturale (come parchi pubblici, giardini, alberature stradali, cinture verdi o boschi urbani), destinato alla ricreazione della popolazione, alla regolazione del microclima urbano, alla riduzione dell’inquinamento e alla salvaguardia della biodiversità. (EEA/GEMET).

Cfr. con la voce: Infrastruttura verde

 

Atlante delle vulnerabilità (o Atlante dei rischi e della vulnerabilità climatica)

Uno strumento cartografico e analitico fondamentale utilizzato nella pianificazione territoriale e nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici (come il PNACC – Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici italiano o i report dell’EEA). 

A cosa serve e cosa contiene:

  • Mappatura integrata del rischio: Incrocia i dati sui pericoli climatici (hazards come ondate di calore, allagamenti pluviali, siccità) con l’esposizione (popolazione, infrastrutture, ecosistemi) e la vulnerabilità specifica del territorio (sensibilità fisica, sociale ed economica).

  • Individuazione delle priorità: Permette a enti pubblici e pianificatori di identificare le zone a maggior rischio di criticità e indirizzare le risorse su interventi prioritari (es. aumento della vegetazione urbana, ripristino degli ecosistemi, rinforzo delle infrastrutture). (Elaborazione degli autori)

 

Atmosfera

L’atmosfera terrestre è un sistema gassoso dinamico che circonda il pianeta, mantenuto dalla gravità terrestre. Essa è costituita da una miscela di gas in proporzioni variabili, dominata da azoto (N₂, ~78%) e ossigeno (O₂, ~21%), con tracce di altri gas come argon (Ar), anidride carbonica (CO₂), vapore acqueo (H₂O) e gas serra minori come metano (CH₄), protossido di azoto (N₂O) e ozono (O₃). L’atmosfera è stratificata verticalmente in base a variazioni termiche e composizionali in cinque regioni principali:

  • Troposfera (0–~12 km), sede dei fenomeni meteorologici e contenente circa il 75% della massa atmosferica;
  • Stratosfera (~12–50 km), dove si trova lo strato di ozono;
  • Mesosfera (~50–85 km), caratterizzata da un rapido calo della temperatura;
  • Termosfera (~85–600 km), con aumento marcato della temperatura a causa dell’assorbimento della radiazione solare ad alta energia;
  • Esosfera (>600 km), zona di transizione verso lo spazio interplanetario.

Dal punto di vista fisico-chimico, l’atmosfera agisce come un fluido compressibile in equilibrio idrostatico, soggetto a moti convettivi, forzanti radiative e processi chimici complessi, che ne regolano la composizione e le interazioni con la superficie terrestre e la radiazione solare. (Elaborazione degli autori)

 

B

 

Bacino idrico

Lago o stagno, naturale o artificiale, creato con una diga o una chiusa per trattenere l’acqua. Non va confuso con il bacino idrografico. (Elaborazione degli autori)

 

Bacino idrografico

Il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare al mare in un’unica foce, a estuario o delta. (D. lgs. 152/2006) 

 

Biodiversità

Il termine biodiversità (traduzione dall’inglese biodiversity, a sua volta abbreviazione di biological diversity) è stato coniato nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson.

La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera.

Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema. In altre parole, all’interno degli ecosistemi convivono ed interagiscono fra loro sia gli esseri viventi sia le componenti fisiche ed inorganiche, influenzandosi reciprocamente. Infine, la biodiversità arriva a comprendere anche la diversità culturale umana, che peraltro subisce gli effetti negativi degli stessi fattori che, come vedremo, agiscono sulla biodiversità.

La biodiversità, quindi, esprime il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi varino da un ambiente ad un altro nel corso del tempo.

La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema. La diversità di ecosistema definisce il numero e l’abbondanza degli habitat, delle comunità viventi e degli ecosistemi all’interno dei quali i diversi organismi vivono e si evolvono.

La diversità di specie comprende la ricchezza di specie, misurabile in termini di numero delle stesse specie presenti in una determinata zona, o di frequenza delle specie, cioè la loro rarità o abbondanza in un territorio o in un habitat.

La diversità genetica definisce la differenza dei geni all’interno di una determinata specie; essa corrisponde quindi alla totalità del patrimonio genetico a cui contribuiscono tutti gli organismi che popolano la Terra.

(Fonte ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/le-domande-piu-frequenti-sulla-biodiversita/cose-la-biodiversita Link esterno  )

 

Biodiversità marina

La ricchezza, la varietà e la variabilità degli organismi viventi nei mari e negli oceani, comprese le loro interazioni e la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema. (Climadat; cfr. diversità biologica dell’art. 2 della Convenzione sulla diversità biologica (CBD, 1992).

 

Biodiversità urbana

La varietà e la ricchezza di organismi viventi (inclusa la variazione genetica) e la diversità degli habitat presenti all’interno e ai margini degli insediamenti umani. Tale biodiversità spazia dalla fascia periurbana al nucleo urbano. (CBD-Convention on Biological Diversity 2012).

 

Bioenergia

Forma di energia ottenuta dalla biomassa, ovvero da materiale organico di origine biologica (vegetale o animale), o dai suoi sottoprodotti metabolici (come biogas, bioetanolo, biodiesel) (IPCC AR6). 

 

C

 

Cambiamento climatico

Un cambiamento nello stato del clima che persiste per un periodo esteso, tipicamente decenni o più a lungo, e che può essere rilevato (ad esempio usando test statistici) da cambiamenti nella media e/o nella variabilità delle sue proprietà. I cambiamenti climatici possono avere origine da processi naturali interni o da forzanti esterne, quali modulazioni dei cicli solari, eruzioni vulcaniche e cambiamenti antropogenici persistenti della composizione dell’atmosfera o di uso del suolo. L’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) definisce il cambiamento climatico come un cambiamento del clima attribuibile direttamente o indirettamente all’attività umana, che altera la composizione dell’atmosfera globale e che si aggiunge alla variabilità naturale del clima osservata in periodi di tempo comparabili. L’UNFCCC fa quindi una distinzione tra i cambiamenti climatici imputabili alle attività umane che alterano la composizione dell’atmosfera e la variabilità del clima attribuibile a cause naturali (IPCC AR6).

 

Capacità di adattamento (agli impatti dei cambiamenti climatici)

La capacità dei sistemi, delle istituzioni, degli esseri umani e degli altri organismi di adattarsi a potenziali danni, per sfruttare le opportunità, o per rispondere alle conseguenze (IPCC AR6).

 

Carico animale

Il carico animale (o densità di bestiame) è un indicatore agroambientale che misura il numero di Unità di Bovino Adulto (UBA o LSU, Livestock Unit) per ettaro di superficie agricola utilizzata. (Unione Europea/Glossario Eurostat)

 

Ciclo del carbonio 

Il termine utilizzato per descrivere il flusso di carbonio (sotto varie forme, per esempio come anidride carbonica) attraverso l’atmosfera, gli oceani, la biosfera terrestre e marina, la litosfera. Nel rapporto IPCC WGII AR5 l’unità di riferimento per il ciclo globale del carbonio è la GtC (miliardi di tonnellate di carbonio).(IPCC AR5)

 

Città adattiva

La città adattiva è una città in grado di rispondere ai cambiamenti, in particolare a quelli climatici, grazie a flessibilità e reversibilità delle proprie scelte, e che integra l’adattamento nelle politiche e nella pianificazione urbana. (Elaborazione degli autori)

 

Clima

Il clima in senso stretto è solitamente definito come il tempo meteorologico medio o, in maniera più rigorosa, come la descrizione statistica in termini di media e variabilità di grandezze rilevanti, nel corso di un periodo di tempo che va da mesi a migliaia o milioni di anni. Il periodo classico per calcolare la media di queste variabili è trent’anni, secondo la definizione dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO – World Meteorological Organization). Le grandezze rilevanti sono nella maggior parte dei casi variabili superficiali, come temperatura, precipitazioni e venti. In senso più ampio e generale, il clima è lo stato, con l’inclusione di una descrizione statistica, del sistema climatico. (IPCC AR6)

 

Co-creazione

Il combinare e mettere insieme risorse e capacità per ottenere nuove forme di interazione e servizi. (Treccani).          La co-creazione è un processo in cui istituzioni, esperti e portatori di interesse (cittadini, comunità, settori produttivi) progettano e sviluppano insieme conoscenze, servizi, strategie o misure, partecipando alle decisioni fin dalle prime fasi e non solo a valle, quando il prodotto è già definito. (Elaborazione degli autori)

 

Coinvolgimento delle parti interessate

Il coinvolgimento delle parti interessate è il processo attraverso cui amministrazioni, esperti, imprese e società civile vengono individuati, informati e resi partecipi delle fasi di definizione e attuazione delle politiche di adattamento, in modo da integrarne conoscenze ed esigenze e rafforzare la legittimità e l’efficacia delle misure. (Elaborazione degli autori).

 

Coltivazione temporanea in foresta

Secondo la convenzione e i manuali statistici della FAO, la “coltivazione temporanea in foresta” viene classificata e definita ufficialmente come agricoltura itinerante (o shifting cultivation): un sistema agricolo in cui a periodi relativamente brevi di coltivazione continua seguono periodi relativamente lunghi di maggese (riposo del suolo). (FAO)

 

Combustibili fossili

Combustibili a base di carbonio derivati da depositi fossili di idrocarburi, comprendenti carbone, petrolio e gas naturale. (IPCC AR6)

 

Comfort climatico

Secondo la norma UNI EN ISO 7730, il comfort termico è la condizione mentale che esprime soddisfazione per l’ambiente termico. (Traduzione dall’originale ISO)

 

Confidenza 

La validità di un risultato basata sul tipo, quantità, qualità e coerenza delle prove (per esempio, comprensione meccanicistica, teoria, dati, modelli, giudizio di esperti), e sul grado di accordo. La confidenza è espressa qualitativamente. (IPCC AR5)

 

Conservazione sostenibile

Si intende l’insieme di azioni che tutelano la diversità biologica e i processi ecologici essenziali, garantendo un uso delle risorse naturali tale da non comprometterne il potenziale per le generazioni future (IUCN, Strategia Mondiale per la Conservazione, 1980; FAO, 1988)

 

Consumo energetico

La quantità di energia utilizzata in un dato periodo da un sistema, un settore o un territorio. Si distingue in consumo di energia primaria (consumo interno lordo, esclusi gli usi non energetici) e consumo di energia finale (energia fornita ai settori di uso finale).

Il consumo di energia primaria. È il consumo interno lordo, escludendo gli usi non energetici. (Direttiva 2012/27/UE, art. 2). Il consumo di energia finale è l’energia fornita a industria, trasporti (compreso il trasporto aereo internazionale), famiglie, servizi pubblici e privati, agricoltura, silvicoltura, pesca e altri settori di uso finale. Sono esclusi il bunkeraggio marittimo internazionale, l’energia dell’ambiente, le forniture ai settori della trasformazione e dell’energia e le perdite. (Direttiva (UE) 2023/1791).

 

Consumo alimentare sostenibile

L’adozione di modelli di consumo che promuovono la salute e il benessere delle persone, riducendo l’impatto sull’ambiente e sulla biodiversità, e sono accessibili, economicamente equi e culturalmente accettabili (FAO/OMS, 2019).

 

Costi per l’adattamento

I costi di progettazione, preparazione, incentivazione e attuazione delle misure di adattamento, compresi i costi di transizione. (IPCC).

 

Costruzione della comunità

La costruzione della comunità, nel contesto dell’adattamento, è il processo che rafforza i legami e le capacità collettive di un territorio, valorizzando conoscenze, cultura e preferenze locali, in coerenza con l’approccio dell’adattamento su base comunitaria (Climadat. Si è preso come riferimento la definizione di Adattamento locale guidato dalla comunità di IPPC: l‘adattamento su base comunitaria si concentra sul rafforzamento e sulla promozione della capacità di adattamento delle comunità. Si tratta di un approccio che valorizza il contesto, la cultura, le conoscenze, la capacità di agire e le preferenze delle comunità come punti di forza. (IPCC AR6).

 

D

 

Decarbonizzazione

Il processo attraverso il quale Paesi o altre entità intendono realizzare un’economia low-carbon, o attraverso cui gli individui puntano a ridurre il proprio consumo di carbonio. (IPCC AR5).

 

Deforestazione 

La conversione della foresta in non-foresta. Per una discussione del termine foresta e dei termini ad esso correlati, quali afforestazione, riforestazione, e deforestazione, si veda il Rapporto Speciale dell’IPCC su uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo, e scienze forestali (IPCC Special Report on Land Use, Land-Use Change and Forestry; IPCC, 2000). Si consulti inoltre il rapporto su definizioni e opzioni metodologiche per l’inventario delle emissioni dovute direttamente alla degradazione delle foreste e alla distruzione di altri tipi di vegetazione da parte dell’uomo. (Report on Definitions and Methodological Options to Inventory Emissions from Direct Humani-induced Degradation of Forests and Devegetation of Other Vegetation Types; IPCC, 2003); (IPCC AR6).

 

Degradazione materiali

Una modificazione chimica, fisica o meccanica che causa una perdita delle sue proprietà originarie e un peggioramento della sua capacità di conservazione o della sua funzionalità nel tempo. (Elaborazione degli autori).

 

Degradazione materiali lapidei

Si intende una modificazione del materiale lapideo che implica un peggioramento delle sue caratteristiche sotto il profilo conservativo. Invece nell’alterazione non implica necessariamente un peggioramento delle sue proprietà conservative (es. una variazione cromatica superficiale stabile). (Raccomandazione NorMaL 1/88 (CNR-ICR), richiamata dalla UNI 11182:2006).

 

Desertificazione

La degradazione del suolo in aree aride, semi-aride e secche sub-umide, dovuta a diversi fattori, incluse le variazioni climatiche e le attività umane. La degradazione del suolo in aree aride, semi-aride e secche sub-umide consiste nella riduzione o nella perdita di produttività e complessità biologica o economica di terreni coltivabili alimentati da piogge, di terreni coltivabili irrigati, di terreni per l’allevamento all’aperto, pascoli, foreste e boschi, per effetto degli usi del suolo o di un processo o di una combinazione di processi, inclusi quelli che derivano dalle attività umane e dagli insediamenti abitativi, come per esempio (i) l’erosione del suolo causata dal vento e/o dall’acqua; (ii) il deterioramento delle proprietà fisiche, chimiche, biologiche, o economiche del suolo; e (iii) la perdita a lungo termine di vegetazione naturale. (IPCC AR5).

 

Desigillazione

Consiste nella rimozione di strati impermeabili artificiali (come asfalto, cemento, edifici o parcheggi dismessi) per ripristinare la naturale permeabilità del terreno e le sue funzioni ecosistemiche. (Climadat).

 

Difesa idrogeologica

L’insieme integrato di interventi strutturali (quali opere di regimazione idraulica, consolidamento dei versanti e bacini di espansione) e di misure non strutturali (pianificazione territoriale tramite i PAI, vincoli sull’uso del suolo e monitoraggio dei rischi) finalizzato a prevenire, ridurre e mitigare i fenomeni di dissesto idrogeologico — come frane, alluvioni, esondazioni ed erosione — per salvaguardare l’incolumità pubblica, la sicurezza degli insediamenti e la tutela del patrimonio ambientale. (Elaborazione degli autori).

 

Disastro

Gravi alterazioni del normale funzionamento di una comunità o di una società per effetto di eventi fisici rischiosi che agiscono su condizioni sociali vulnerabili, portando a conseguenze sfavorevoli e diffuse su risorse umane, materiali, economiche o ambientali, che richiedono una risposta d’emergenza immediata per soddisfare bisogni umani essenziali e che potrebbero richiedere di supporto esterno per la ripresa. (IPCC AR5).

 

Dune

Un piccolo rilievo, dosso, banca o collina di materiale granulare sciolto e modellato dal vento (generalmente sabbia, talvolta cenere vulcanica), nudo o coperto di vegetazione, capace di spostarsi da un luogo all’altro mantenendo la sua forma caratteristica. (EEA/GEMET).

 

Durabilità dei materiali

La capacità fisica, chimica e funzionale di un materiale o di un prodotto di resistere all’usura, al degrado e all’invecchiamento causati dagli agenti ambientali e dalle sollecitazioni d’uso nel corso del tempo, mantenendo inalterate le sue prestazioni fondamentali senza richiedere manutenzioni eccessive. (EEA/GEMET).

 

 

E

 

Economia circolare

Un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile con il riciclo. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore. 

I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e energia facilmente reperibili e a basso prezzo. (Parlamento Europeo).

 

Ecosistema

L’insieme delle comunità di organismi animali e vegetali e dell’ambiente in cui essi vivono e interagiscono. Esempi di ecosistemi sono un lago, una foresta, una barriera corallina. (ISPRA).

 

Edificio 

Una costruzione che soddisfa questi requisiti:

  • di regola di concezione ed esecuzione unitaria;
  • dotata di una propria struttura indipendente;
  • contenente spazi utilizzabili stabilmente da persone, per uso residenziale (alloggi) e/o per la produzione di beni e servizi (uffici, studi ecc.), con le eventuali pertinenze;
  • delimitata da pareti, esterne o divisorie, e da coperture. (ISTAT).

 

Edilizia sostenibile 

Approccio alla progettazione, costruzione, uso, manutenzione e fine vita degli edifici che ne riduce l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita, tenendo conto anche degli aspetti sociali ed economici. Riguarda l’efficienza energetica, la scelta dei materiali, l’uso delle risorse (acqua, suolo), la qualità degli ambienti interni, la durabilità e la resilienza ai rischi, compresi quelli climatici. (Elaborazione degli autori).

Modello di edilizia basato sulla limitazione dell’impatto ambientale e l’incentivazione del risparmio energetico. (Treccani).

 

Effetto serra 

L’Effetto serra è il fenomeno conseguente alla presenza di sostanze gassose in grado di trattenere parte della radiazione infrarossa riflessa dalla Terra a seguito dell’irraggiamento solare. Sebbene si tratti di un fenomeno che è stato necessario, nella storia del pianeta, per consentire la creazione di condizioni ambientali favorevoli alla vita, ad oggi l’incremento di concentrazione di tali gas a causa delle attività antropiche sta determinando un’alterazione delle condizioni atmosferiche alla base degli attuali cambiamenti climatici.

L’elenco dei gas serra è molto ampio, ma le sostanze che contribuiscono in maniera più significativa all’incremento dell’effetto serra sono: l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), i clorofuorocarburi (CFC) e l’ozono (O3). (Elaborazione degli autori).

 

Emissioni antropogeniche

Le emissioni dei gas serra, dei precursori dei gas serra e gli aerosol causati dalle attività umane. Queste attività includono l’impiego di combustibili fossili, deforestazione, cambiamenti di uso del suolo, allevamento del bestiame, uso di fertilizzanti, gestione dei rifiuti e processi industriali. (IPCC AR5).

 

Erosione costiera

L’erosione costiera, talvolta indicata come ritiro della linea di costa, si verifica quando una perdita netta di sedimenti o roccia madre dalla linea di riva provoca uno spostamento verso l’interno della linea di alta marea. (IPCC AR 6).

 

Esposizione

La presenza di persone, specie o ecosistemi, funzioni ambientali, servizi, risorse, infrastrutture, funzioni economiche, sociali, beni culturali in luoghi che potrebbero essere influenzati negativamente. (IPCC AR6).

 

Eventi meteorologici estremi

Un evento meteorologico estremo è un evento che è raro in un determinato luogo o periodo dell’anno. Le definizioni della parola raro variano, ma un evento meteorologico estremo sarebbe definito in questo modo se è raro in misura uguale o maggiore al decimo o novantesimo percentile di una funzione di densità della probabilità stimata sulla base delle osservazioni. Per definizione, le caratteristiche di quello che è chiamato tempo meteorologico estremo possono variare da un luogo all’altro in senso assoluto. Quando un evento  meteorologico estremo persiste per un certo periodo di tempo, come per esempio una stagione, può essere classificato come evento climatico estremo, specialmente se produce una media o un totale che è esso stesso estremo (per esempio, siccità o intense precipitazioni nel corso di una stagione). (IPCC AR5).

 

F

 

Filiera agroalimentare

Si intende l’insieme degli agenti economici, amministrativi e politici che, direttamente o indirettamente, delimitano il percorso che un prodotto agricolo deve seguire per arrivare dallo stadio iniziale di produzione a quello finale di utilizzazione, nonché il complesso delle interazioni delle attività di tutti gli agenti che determinano questo percorso. (Saccomandi, 1999. Economia dei mercati agricoli).

 

Foraggio

Qualsiasi sostanza che serve di alimento al bestiame domestico. I foraggi sono prodotti per la maggior parte direttamente dalle coltivazioni, in minor misura derivano dai residui delle industrie agrarie o altre. (Treccani).

 

Foreste macroalgali

habitat marini costieri rocciosi dominati da macroalghe di grandi dimensioni che formano una chioma tridimensionale, con funzione analoga a quella delle foreste terrestri. Sono dette anche “foreste di alghe brune” o, in altri mari, kelp forests.

Nel Mediterraneo

  • Sono costituite prevalentemente da alghe brune arborescenti del genere Cystoseira, le cui “chiome” si innalzano dal fondo per alcune decine di centimetri.
  • Il gruppo comprende oggi tre generi: Cystoseira, Gongolaria ed Ericaria, spesso considerati i “kelp mediterranei”.
  • Si trovano dall’infralitorale superiore al circalitorale superiore, con segnalazioni fino a 50 m di profondità. (Elaborazione degli autori).

 

Fornitura

L’atto di fornire, cioè di procurare a qualcuno ciò che gli occorre, e il risultato di questo atto, cioè i beni o i servizi forniti. (Elaborazione degli autori). 

 

Forzante Radiativo

È una variazione del flusso di energia causato da un driver, ed è calcolato nella tropopausa o negli strati più alti dell’atmosfera. Viene espresso in Wm-2. Nel rapporto IPCC, nei calcoli dei forzanti radiativi da miscele di gas serra e aerosol, le variabili fisiche, fatta eccezione per oceano e ghiaccio marino, possono rispondere alle perturbazioni con aggiustamenti rapidi. Il forzante risultante è denominato Forzante Radiativo Effettivo (ERF – Effective Radiative Forcing). Questo cambiamento riflette i progressi scientifici raggiunti dai precedenti rapporti e risulta in una migliore indicazione di un’eventuale risposta della temperatura a questi driver. Per tutti i driver diversi dal mix di gas serra e dagli aerosol, gli aggiustamenti rapidi sono meno ben caratterizzati e si presume siano piccoli, per cui viene utilizzato un RF tradizionale. (IPCC AR6).

 

Fruizione

Il fruire e il suo risultato (la fruizione di una rendita), oppure la possibilità di godere di un’opera d’arte e di accedere a beni culturali e utilizzarli. (De Mauro).

 

 

G

 

Gas serra

Costituenti gassosi dell’atmosfera, sia di origine naturale che antropica, che assorbono e riemettono radiazione a specifiche lunghezze d’onda all’interno dello spettro della radiazione emessa dalla superficie terrestre e oceanica, dall’atmosfera stessa e dalle nubi. Questa proprietà è alla base del fenomeno noto come effetto serra. I principali gas serra presenti naturalmente nell’atmosfera terrestre sono:

  • Vapore acqueo (H₂O)
  • Anidride carbonica (CO₂)
  • Protossido di azoto (N₂O)
  • Metano (CH₄)
  • Ozono (O₃)

I gas serra di origine antropica, ovvero prodotti o rilasciati dalle attività umane, includono:

  • Esafluoruro di zolfo (SF₆)
  • Idrofluorocarburi (HFC)
  • Clorofluorocarburi (CFC)
  • Perfluorocarburi (PFC)

Alcuni di questi gas contribuiscono anche alla distruzione dell’ozono stratosferico e sono pertanto regolamentati dal Protocollo di Montréal.

Un gas che contribuisce all’effetto serra naturale. Il Protocollo di Kyoto copre un paniere di sei gas serra (GHG) prodotti dalle attività umane: anidride carbonica, metano, protossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo. Le emissioni di questi gas delle Parti dell’Allegato I, considerate complessivamente, devono essere misurate in termini di equivalenti di anidride carbonica sulla base del potenziale di riscaldamento globale dei gas. Un importante GHG naturale che non è coperto dal protocollo è il vapore acqueo. (EEA).

 

Gestione

L’attività di amministrare, condurre e organizzare qualcosa (un’azienda, un ente, un bene, un servizio, un’attività), usando in modo ordinato le risorse disponibili per raggiungere certi obiettivi. (Elaborazione degli autori).

 

Gestione adattiva

Un processo che prevede la pianificazione, l’attuazione e la modifica iterative di strategie per la gestione delle risorse in contesti caratterizzati da incertezza e cambiamento. La gestione adattiva comporta l’adeguamento degli approcci in risposta alle osservazioni sui loro effetti sul sistema e sui cambiamenti che in esso si verificano, determinati dai conseguenti meccanismi di feedback e da altre variabili. (IPCC AR6).

 

Gestione aziendale

L’insieme coordinato delle operazioni che un’azienda compie, nel corso della sua vita, per raggiungere gli obiettivi stabiliti dal soggetto economico che la governa. Comprende l’acquisizione dei mezzi finanziari, l’impiego dei fattori produttivi, la produzione di beni o servizi e la loro cessione sul mercato. (Elaborazione degli autori).

 

Gestione del rischio di disastri

Piani, azioni, strategie o politiche per ridurre la probabilità e/o l’entità di potenziali conseguenze negative, sulla base dei rischi valutati o percepiti. (IPCC AR6).

 

Gestione idrica o Gestione delle risorse idriche

L’insieme delle attività pianificate, delle strategie e delle infrastrutture utilizzate per ottimizzare il ciclo dell’acqua, garantendone la disponibilità, la qualità e la sostenibilità nel tempo. (Elaborazione degli autori).

 

Gestione spiagge

Un processo dinamico per la gestione e l’uso sostenibile delle zone costiere, tenendo conto allo stesso tempo della fragilità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni, della vocazione e dell’impatto di questi ultimi e della necessità di conciliare lo sviluppo economico e sociale con la tutela dell’ambiente. (Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo).

 

Governance

Le strutture, i processi e le azioni attraverso cui attori privati e pubblici interagiscono per affrontare obiettivi di interesse collettivo. Ciò comprende le istituzioni formali e informali e le relative norme, regole, leggi e procedure per decidere, gestire, attuare e monitorare politiche e misure a qualsiasi scala geografica o politica, da quella globale a quella locale. (IPCC AR6).

 

Governance Climatica

Le strutture, i processi e le azioni attraverso cui gli attori pubblici e privati ​​cercano di mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici. (IPCC AR6).

 

Governance multilivello

La dispersione della governance tra molteplici livelli di giurisdizione e di decisione, compresi quelli globale, regionale, nazionale e locale, nonché quelli transregionale e transnazionale. (IPPCAR6).

 

H

 

Habitat

Insieme delle condizioni ambientali fisiche (ad esempio, luce e temperatura) e chimiche (ad esempio, concentrazione di sostanze nutritive) in cui un organismo cresce ed espleta le sue funzioni vitali. L’insieme degli organismi che popolano un habitat prende il nome di comunità. (ISPRA).

 

Hot spot

Un’area geografica caratterizzata da alta vulnerabilità ed esposizione ai cambiamenti climatici. (IPCC AR5).

 

I

 

Impatti dei cambiamenti climatici

Effetti sui sistemi naturali e umani (es. effetti sulla vita, la salute, gli ecosistemi, l’economia, la società, i servizi, le infrastrutture, etc) causati da eventi meteorologici e climatici estremi e dai cambiamenti climatici. Gli impatti sono dovuti all’interazione dei cambiamenti climatici o di eventi climatici pericolosi che si verificano entro un periodo di tempo specifico e la vulnerabilità di una società o un sistema esposti ai cambiamenti climatici. Gli impatti sono anche indicati come conseguenze e risultati di questi effetti. Gli impatti dei cambiamenti climatici sui sistemi geofisici, incluse le alluvioni, le siccità e l’innalzamento del livello del mare, sono un sottoinsieme di impatti denominati impatti fisici. (IPCC AR5).

 

Indicatori d’impatto

Indicatori che hanno l’obiettivo di descrivere gli impatti che le variazioni climatiche producono sulle funzioni ecologiche, sociali ed economiche nonché sulla salute umana e animale, (EEA).

 

Incertezza

Uno stato di conoscenza incompleto dovuto a carenza di informazione o al disaccordo su ciò che è conosciuto o conoscibile. Può avere molte fonti, da errori quantificabili nei dati a concetti o terminologia definiti in modo ambiguo, o a proiezioni ipotetiche del comportamento umano. L’incertezza può quindi essere rappresentata da misure quantitative (es. una funzione di densità di probabilità, un intervallo) o da dichiarazioni qualitative (ad esempio, che riflettono il giudizio di un gruppo di esperti.) (IPCC AR6).

 

Infrastrutture blu

L’infrastruttura blu comprende corpi idrici, corsi d’acqua, stagni, laghi e sistemi di drenaggio per le acque piovane, che forniscono funzioni ecologiche e idrologiche, tra cui evaporazione, traspirazione, drenaggio, infiltrazione e accumulo temporaneo del deflusso e dello scarico. (IPCC AR6).

 

Infrastrutture verdi

L’insieme interconnesso e pianificato in modo strategico di sistemi ecologici naturali e costruiti, spazi verdi e altri elementi del paesaggio, in grado di fornire funzioni e servizi quali la purificazione dell’aria e dell’acqua, la regolazione della temperatura, la gestione delle acque di piena e la difesa costiera, spesso con co-benefici per il benessere umano ed ecologico. L’infrastruttura verde include sia la vegetazione autoctona residua sia quella piantata, i suoli, le zone umide, i parchi e gli spazi verdi aperti, oltre a interventi progettuali a livello di edifici e strade che incorporano vegetazione. (IPCC AR6).

 

Inquinamento atmosferico

Degrado della qualità dell’aria con effetti negativi sulla salute umana o sull’ambiente naturale o costruito, causato dall’introduzione nell’atmosfera, tramite processi naturali o attività umane, di sostanze (gas, aerosol) che hanno un effetto nocivo diretto (inquinanti primari) o indiretto (inquinanti secondari). Gli inquinanti primari sono emessi direttamente da una fonte (es. ossidi di azoto, monossido di carbonio, particolato), mentre quelli secondari si formano in atmosfera a seguito di reazioni chimiche (es. ozono troposferico). (ISPRA).

 

Insediamento industriale

Definita come area con superfici artificiali (cemento, asfalto, macadam o terra battuta stabilizzata), priva di vegetazione, che occupa la maggior parte dell’area considerata e che può contenere anche edifici e/o aree vegetate.

La guida specifica anche che:

  • la classe comprende le aree occupate soprattutto da attività industriali di trasformazione e manifattura, commercio e servizi;
  • i parchi e gli accessi degli stabilimenti sono mappati come unità industriali anche se non artificializzati;
  • le unità industriali o commerciali sotto i 25 ha connesse al tessuto urbano rientrano invece nel tessuto urbano. (Guida tecnica EEA (CORINE land cover technical guide, Technical report No 40).

 

Insediamento urbano 

Porzione di territorio caratterizzata dalla presenza stabile di popolazione e dalla concentrazione continua o ravvicinata di edifici, infrastrutture e spazi di pertinenza, nella quale si svolgono funzioni residenziali, produttive, commerciali, di servizio e di relazione sociale. Si distingue dal territorio rurale e naturale per la prevalenza di superfici artificiali e per l’intensità delle interazioni economiche, sociali e funzionali che vi si sviluppano. L’insediamento urbano non è una semplice somma di edifici, ma un sistema complesso, composto da sottosistemi fisici, edificati, socio-economici, tecnici, politici ed ecologici, che si colloca entro più ampi contesti spaziali, temporali, istituzionali e di governance, ed è parte di una rete di città e centri che interagiscono tra loro a scala regionale, nazionale e globale. (Elaborazione degli autori).

Cfr. con la voce: Sistemi urbani

Intelligenza artificiale

Un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili e che può presentare adattabilità dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall’input che riceve come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. (AI ACT – Regolamento UE 2024/1689).

 

Isola di calore urbana

L’isola di calore è il fenomeno che determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine, rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali.

 

L

 

Laguna

Ambiente acquatico costiero, di norma poco profondo, separato dal mare da un cordone di sabbia o limo ma collegato ad esso da bocche e canali, con acque salmastre (o saline nelle lagune aperte) a salinità molto variabile nel tempo e nello spazio. È un habitat di transizione tra terra e mare, ad elevata naturalità ma estremamente vulnerabile alle modifiche idrauliche e all’inquinamento. Corrisponde all’habitat prioritario 1150* “Lagune costiere” della Direttiva 92/43/CEE. (ISPRA, Carta della Natura).

 

Linee guida

Documento che fornisce indicazioni, criteri e procedure per applicare in modo uniforme una norma, uno standard o una buona pratica, senza di norma introdurre obblighi nuovi. (Elaborazione degli autori).

 

M

 

Machine learning

Una specificazione dell’IA statistica basata su algoritmi statistici e matematici capaci di apprendere pattern ricorrenti presenti nei dati strutturati, diversamente dai sistemi deterministici basati su regole predefinite. (AGID).

 

Maladattamento

Azioni che possono comportare un aumento del rischio di effetti avversi legati al clima, tra cui l’aumento delle emissioni di gas serra (GHG), una maggiore vulnerabilità ai cambiamenti climatici, esiti più iniqui o una riduzione del benessere, ora o in futuro. Il più delle volte, il maladattamento è una conseguenza indesiderata.

 

Mappa di rischio

Rappresentazione cartografica delle aree esposte a un rischio, ottenuta combinando la pericolosità (probabilità e intensità di un evento) con gli elementi esposti (popolazione, beni, attività, ambiente) e il danno potenziale. (Elaborazione degli autori).

 

Microclima

Insieme delle condizioni climatiche esistenti in una determinata e limitata area della superficie terrestre. Il microclima condiziona l’esistenza dei diversi organismi che popolano quella data porzione di territorio. (ISPRA).

 

Miglioramento ecosistemico

Insieme di interventi e processi che migliorano lo stato, il funzionamento e i servizi di un ecosistema, ad esempio la sua struttura, biodiversità, resilienza e capacità di fornire benefici alle persone. Può riguardare un ecosistema degradato oppure uno già in buone condizioni. (Elaborazione degli autori).

Cfr. con le voci: Ripristino ecologico e Servizi ecosistemici.

 

Mitigazione

Qualsiasi intervento umano che riduca le fonti (sources) di rilascio, o rafforzi e potenzi le fonti di assorbimento (sinks) dei gas serra. (IPCC AR5).

 

Misure di adattamento

L’insieme di strategie e misure disponibili e appropriate per affrontare l’adattamento. Comprendono un’ampia gamma di azioni che possono essere classificate come strutturali, istituzionali, ecologiche o comportamentali. (IPCC AR6).

 

Misure verdi (o green)

Soluzioni che prevedono approcci basati sugli ecosistemi e sui servizi da essi forniti per l’adattamento ai cambiamenti climatici(SNAC, PNACC).

Cfr. con la voce: Soluzioni basate sulla natura.

 

Misure grigie (o grey)

Soluzioni di tipo infrastrutturale, tecnologico e ingegneristico per l’adattamento ai cambiamenti climatici di edifici, impianti, reti e territori. (SNAC, PNACC)

 

Misure soft

Soluzioni non strutturali, propedeutiche alla realizzazione delle misure strutturali, che contribuiscono alla creazione di capacità di adattamento attraverso una maggiore conoscenza o lo sviluppo di un contesto organizzativo, istituzionale e legislativo favorevole. (SNAC, PNACC).

 

Modello climatico

Rappresentazione numerica del sistema climatico basata sulle proprietà fisiche, chimiche e biologiche delle sue componenti, sulle loro interazioni e processi di feedback, tenendo conto di alcune delle loro proprietà note. Il sistema climatico può essere rappresentato da modelli di diversa complessità; ossia per ciascuna componente o combinazione di componenti possono essere identificati lo spettro o una gerarchia di modelli, che differiscono in aspetti come il numero di dimensioni spaziali, la misura in cui sono rappresentati esplicitamente i processi fisici, chimici o biologici, o il livello delle parametrizzazioni empiriche. I modelli di circolazione generale accoppiati atmosfera-oceano (AOGCM – Coupled Atmosphere-Ocean General Circulation Models) forniscono una rappresentazione del sistema climatico che è vicina o al termine più completo dello spettro attualmente disponibile. C’è un’evoluzione verso modelli più complessi con chimica interattiva e biologia. I modelli climatici vengono applicati come strumenti di ricerca per studiare e simulare il clima, o con finalità operative, incluse le previsioni climatiche mensili, stagionali e climatiche interannuali. (IPCC AR5).

 

Monitoraggio ambientale

Il monitoraggio rappresenta l’insieme di azioni che consentono di verificare, rilevando determinati parametri biologici, chimici e fisici, gli impatti ambientali significativi generati dall’opera nelle fasi di realizzazione e di esercizio. Con l’art. 28 del D.Lgs. 152/2006 diventa parte integrante della VIA e funziona come strumento che misura l’evoluzione dello stato dell’ambiente e fornisce i “segnali” per attivare azioni correttive se le risposte ambientali non sono quelle attese. (Elaborazione degli autori su fonte ISPRA).

 

N

 

Natura 2000

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Neutralità Climatica

Stato in cui le emissioni di gas serra sono ridotte al minimo e bilanciate dall’assorbimento naturale di anidride carbonica, come previsto dall’Accordo di Parigi. (ISPRA).

 

O

 

Ondate di calore

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Organizzazioni di produttori

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Orti forestali

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Osservazione della Terra

(testo in corso d’aggiornamento)

 

P

 

Partecipazione

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Partenariato pubblico-privato

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Patologia forestale

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Patrimonio costruito

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Patrimonio culturale

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Pascolamento

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Pascoli alpini

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Pericolo

Il potenziale verificarsi di un evento fisico o di una tendenza, di origine naturale o causata dall’uomo, che può provocare perdita di vite umane, lesioni o altri effetti sulla salute, nonché danni e perdite a beni, infrastrutture, mezzi di sussistenza, fornitura di servizi, ecosistemi e risorse ambientali. (IPCC AR6)

 

Permeabilità dell’aria

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Pesca

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Piani di adattamento

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Pianificazione adattamento

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Pianificazione territoriale

La Pianificazione Territoriale è una disciplina che si occupa di studiare e regolamentare i processi di governo del
territorio e di valutarne le conseguenti dinamiche evolutive a diverse scale spaziali, connesse ai diversi livelli amministrativi e di governo (regioni, province, comuni, bacini idrografici, ecc). (ISPRA – ATAP)

 

Pianificazione urbana

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Piano di azione locale

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Piazza verde

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Praterie di fanerogame

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Previsioni climatiche

Una previsione climatica è il risultato del tentativo di realizzare (a partire da un determinato stato del sistema climatico) una stima dell’effettiva evoluzione del clima nel futuro, per esempio su scale temporali stagionali, interannuali o decennali. Dal momento che l’evoluzione futura del sistema climatico può essere altamente sensibile alle condizioni iniziali, tali previsioni sono di solito di natura probabilistica (IPCC AR5).

 

Previsioni stagionali

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Processi

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Proiezioni climatiche

Una proiezione climatica è la risposta simulata del sistema climatico ad uno scenario di future emissioni o di concentrazioni di gas serra e aerosol, generalmente ricavata utilizzando i modelli climatici. Le proiezioni climatiche sono diverse dalle previsioni climatiche per la loro dipendenza dallo scenario di emissione/concentrazione/forzante radiativo utilizzato, a sua volta basato sulle ipotesi riguardanti, per esempio, i futuri sviluppi socio-economici e tecnologici che potrebbero essere realizzati o no (IPCC AR5).

 

Protezione civile

(testo in corso d’aggiornamento)

 

R

 

Raffrescamento passivo

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Recupero foreste degradate o danneggiate

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Representative Concentration Pathways (RCPs)

Scenari che includono serie temporali di emissioni e concentrazioni della suite completa di gas a effetto serra e aerosol e gas chimicamente attivi, così come l’uso e la copertura del suolo. La parola “representative” significa che ogni RCP fornisce solo uno dei tanti possibili scenari di uno specifico forzante radiativo. Il termine “pathways” sottolinea che non è importante solo il livello di concentrazione a lungo termine ma anche la traiettoria seguita per arrivare a quel risultato. Gli RCPs generalmente si riferiscono alla porzione della traiettoria di concentrazione che si sviluppa fino al 2100, per la quale i Modelli di Valutazione Integrata (Integrated Assessment Models) forniscono i corrispondenti scenari di emissione. Quattro RCPs sono prodotti dai Modelli di Valutazione Integrata e usati nelle proiezioni del quinto rapporto IPCC: • RCP2.6: un percorso dove il forzante radiativo raggiunge l’apice approssimativamente a 3 W m-2 prima del 2100 e poi si riduce; • RCP4.5 e RCP6.0: due percorsi intermedi di stabilizzazione in cui i forzanti radiativi sono stabilizzati a circa 4,5 W m-2 e 6.0 W m-2 rispettivamente; • RCP8.5: un percorso alto in cui si raggiunge un forzante radiativo superiore a 8,5 W m-2 entro il 2100 che continua a salire anche successivamente (IPCC AR6).

 

Resilienza

La capacità di un sistema socio-ecologico di far fronte a un evento pericoloso, o ad anomalie, rispondendo e riorganizzandosi in modi che ne preservano le sue funzioni essenziali, l’identità e la struttura, mantenendo tuttavia anche le capacità di adattamento, apprendimento e trasformazione (IPCC AR5).

 

Resilienza alpina

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Resilienza urbana

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Riduzione del rischio di disastri

La riduzione del rischio di disastri comprende sia un obiettivo delle politiche, sia misure strategiche e strumentali impiegate per anticipare il futuro rischio di disastri; riducendo l’esposizione, la pericolosità o la vulnerabilità esistenti, e migliorando la resilienza (IPCC AR6).

 

Rinaturalizzazione

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Ripristino ecologico 

Il processo di assistenza al ristabilimento di un ecosistema che è stato degradato, danneggiato o distrutto. (SER).

Nel contesto ambientale, il ripristino (restoration) consiste in interventi umani volti ad assistere il recupero di un ecosistema che è stato in precedenza degradato, danneggiato o distrutto. (IPPC AR6)

 

Ripristino habitat

Cfr. Ripristino ecologico.

 

Riqualificazione

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Rischio

Le potenziali conseguenze in cui qualcosa di valore per l’uomo (inclusi gli stessi esseri umani) è in gioco e dove il risultato è incerto. Il rischio è spesso rappresentato come la probabilità del verificarsi di eventi o tendenze pericolosi, moltiplicata per le conseguenze che si avrebbero se questi eventi o tendenze si verificassero. Il rischio deriva dall’interazione tra vulnerabilità, l’esposizione, e pericolosità (IPCC AR5).

 

Rischio alluvioni

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Rischio costiero

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Rischio di disastri

La probabilità, in un determinato periodo di tempo, che si verifichino gravi alterazioni nel normale funzionamento di una comunità o di una società a causa di eventi fisici pericolosi che interagiscono con condizioni sociali vulnerabili, provocando effetti negativi diffusi di tipo umano, materiale, economico o ambientale, tali da richiedere una risposta di emergenza immediata per soddisfare bisogni umani fondamentali e che possono necessitare di supporto esterno per il recupero (IPCC AR6).

 

Rischio idrogeologico

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Rischio sismico

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Risorse idriche

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Risparmio energetico

(testo in corso d’aggiornamento)

 

S

 

Scenari climatici

Una rappresentazione plausibile e spesso semplificata del clima futuro, basata su un insieme internamente coerente di relazioni climatologiche, costruita per l’esplicito uso di indagare le possibili conseguenze dei cambiamenti climatici di origine antropica, spesso utilizzati come input per i modelli di impatto. Le proiezioni climatiche spesso servono come materiale di base per la costruzione degli scenari climatici, ma gli scenari climatici di solito richiedono ulteriori informazioni, come il clima attuale osservato (IPCC AR5).

 

Scenari di emissione

Una rappresentazione plausibile del futuro sviluppo delle emissioni di sostanze che sono potenzialmente attive radiativamente (ad esempio, gas serra e aerosol), sulla base di un insieme coerente e internamente consistente di assunzioni sulle forze trainanti (come il cambiamento tecnologico, lo sviluppo demografico e socio-economico) e le loro relazioni chiave. Gli scenari di concentrazione, derivati dagli scenari di emissione, sono utilizzati come input per i modelli climatici, per calcolare le proiezioni climatiche (IPCC AR5). 

 

Sensibilità (o anche Sensitività)

Il grado con cui un sistema o una specie è influenzato, negativamente o positivamente, dalla variabilità e dal cambiamento del clima. L’effetto può essere diretto (ad es. un cambiamento nella resa delle colture in risposta ad una variazione della temperatura) o indiretto (ad es. i danni causati da un aumento della frequenza di inondazioni costiere a causa dell’innalzamento del livello del mare) (IPCC AR5).

 

Servizi climatici

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Servizi ecosistemici

Processi o funzioni ecologici dotati di un valore monetario o non monetario, per gli individui o in generale per la società. Sono frequentemente classificati come: (i) servizi di supporto, come per esempio la produttività o il mantenimento della biodiversità; (ii) servizi di fornitura o approvvigionamento, quali cibo, fibre, pesce; (iii) servizi di regolazione, come la regolazione del clima e il sequestro o stoccaggio del carbonio, e (iv) servizi culturali, come il turismo o l’ʹarricchimento spirituale ed estetico (IPCC AR5).

 

Siccità

Un periodo di tempo secco in modo inusuale, abbastanza prolungato da causare gravi squilibri idrologici. Siccità è un termine relativo; pertanto, qualsiasi discussione in termini di carenza di precipitazioni deve fare riferimento a una specifica attività in esame, correlata alle precipitazioni.

Per esempio, la scarsità di precipitazioni durante la stagione di crescita incide sulla produzione delle colture, o in generale sul funzionamento di un ecosistema (per la mancanza di umidità del suolo, denominata anche siccità agricola), mentre durante la stagione di deflusso e percolazione colpisce principalmente le riserve idriche (siccità idrologica).

In aggiunta alla riduzione delle precipitazioni, i cambiamenti di stoccaggio dell’umidità del suolo e delle acque sotterranee sono inoltre colpiti dagli aumenti di evapotraspirazione effettiva. Un periodo con una carenza anormale di precipitazioni è definito come siccità meteorologica. Una megasiccità è una siccità molto lunga e pervasiva, che dura assai più a

lungo del normale, di solito un decennio o più. (IPCC AR5)

 

Sicurezza alimentare

Lo stato che prevale quando le persone hanno un accesso sicuro a quantitativi sufficienti di cibo sicuro e nutriente, per la normale crescita, lo sviluppo e una vita sana e attiva. (IPCC AR5)

 

Sistema di pascolamento

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Sistema climatico

Sistema altamente complesso costituito da cinque componenti principali: atmosfera, idrosfera, criosfera, litosfera, biosfera, e le interazioni fra loro. Il sistema climatico evolve nel tempo sotto l’ʹinfluenza di proprie dinamiche interne, e per effetto di forzanti esterni, come eruzioni vulcaniche, variabilità solare, e forzanti antropogenici come la variazione di composizione dell’ʹatmosfera e il cambiamento di uso del suolo (IPCC AR5).

 

Sistema di allerta precoce

L’insieme delle capacità necessarie per produrre e diffondere informazioni di allerta tempestive e significative, per consentire agli individui, alle comunità e alle organizzazioni minacciate da un rischio di prepararsi ad agire prontamente e in maniera adeguata, in modo da ridurre la possibilità di danni o perdite (IPCC AR5).

 

Sistemi urbani

Due sistemi interconnessi. In primo luogo, gli insiemi complessivi di elementi della città, dotati di molteplici dimensioni e caratteristiche, che: a) comprendono sottosistemi fisici, edificati, socio-economico-tecnici, politici ed ecologici; b) integrano agenti, componenti e processi sociali con la struttura e i processi fisici; c) si collocano all’interno di scale spaziali e temporali più ampie e di contesti di governance e istituzionali. In secondo luogo, il sistema globale di città e cittadine. (IPPC AR6)

 

Soluzioni basate sulla natura (anche note come Nature-based solutions, NbS)

Soluzioni ispirate e supportate dalla natura, che sono economicamente efficaci e forniscono simultaneamente benefici ambientali, sociali ed economici e aiutano a costruire la resilienza. Tali soluzioni portano più e più diverse caratteristiche e processi naturali in città, paesaggi e paesaggi marini, attraverso interventi adattati localmente, efficienti in termini di risorse e sistemici (Commissione Europea). Vedi misure verdi (o green).

 

Spazio pubblico

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Specie autoctone

Specie vivente originaria dell’area in cui vive, ma non necessariamente confinata nella stessa area (ISPRA). 

 

Specie alloctone

Specie introdotta dall’uomo, accidentalmente o volontariamente, in un’area esterna all’areale naturale di distribuzione passato o presente (ISPRA). 

 

Specie endemiche

Specie la cui presenza, in natura, è confinata ed  esclusiva di un dato territorio geografico o politico (nazione) (ISPRA).

 

Strategia di adattamento

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Stress idrico

(testo in corso d’aggiornamento)

 

SSP – Shared socio-economic pathways

I Percorsi Socio-Economici Condivisi (SSP) sono stati sviluppati per completare e migliorare i precedenti Percorsi di Concentrazione Rappresentativi (Representative Concentration Pathways -RCP).

Il problema degli RCP era che descrivevano solo le emissioni e le concentrazioni di gas serra, senza collegarle a specifici scenari di sviluppo sociale ed economico della società.

Gli SSP permettono di creare una matrice a due dimensioni:

  1.  diversi livelli di emissioni e cambiamenti climatici (RCP)
  2. diversi percorsi di sviluppo socio-economico (SSP)

Questo approccio integrato SSP-RCP è oggi ampiamente utilizzato negli studi sugli impatti climatici e nelle analisi delle politiche (vedi ad esempio http://iconics-ssp.org Link esterno ).

L’abbreviazione SSP viene usata in due modi:

  1. Scenari socio-economici: SSP1, SSP2, SSP3, SSP4, SSP5 indicano le cinque famiglie di scenari che descrivono possibili futuri sviluppi della società
  2. Scenari di emissione: SSP1-1.9, SSP1-2.6, …, SSP5-8.5 indicano scenari che combinano: un percorso socio-economico (es. SSP1),  politiche climatiche specifiche (SPA – Ipotesi di Politica Condivisa) e un livello di forzante radiativo raggiunto a fine secolo (es. 1,9 o 8,5 W m⁻²). I numeri dopo il trattino (1.9, 2.6, 8.5, ecc.) rappresentano il forzante radiativo in watt per metro quadrato (W m⁻²) che si prevede di raggiungere entro la fine del secolo con determinate politiche climatiche. (Elaborazione degli autori da fonte IPCC AR6)

 

Suolo e territorio

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Sviluppo sostenibile

Sviluppo che va incontro ai bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni [WCED,1987] (IPCC AR5).

 

T

 

Tetto verde

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Tetti ventilati

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Transizione giusta

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Trasformazione alimentare

(testo in corso d’aggiornamento)

 

 

U

 

Uso del suolo

(testo in corso d’aggiornamento)

 

Uso efficiente della risorsa idrica

(testo in corso d’aggiornamento)

 

V

 

Variabilità climatica

Variazioni dello stato medio e di altre statistiche (come la deviazione standard, il verificarsi di eventi estremi, etc.) del clima a tutte le scale spaziali e temporali al di là di quelle dei singoli eventi meteorologici. La variabilità può essere dovuta a processi naturali interni al sistema climatico (variabilità interna), o a variazioni dei forzanti esterni naturali o antropogenici (variabilità esterna) (IPCC AR5).

 

Vulnerabilità

La propensione o la predisposizione a essere influenzati negativamente. Il termine comprende una varietà di concetti ed elementi, tra cui la sensibilità o suscettibilità al danno e la mancanza di capacità di far fronte e di adattarsi (IPCC AR5).


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