Variazione dei calendari fenologici di specie vegetali selezionate (Emilia Romagna)
Numeri e messaggi chiave
Non appare dai dati a disposizione un segnale chiaro di modifica del ciclo di sviluppo, se non per alcune fasi di sviluppo e specie: segnali significativi per diverse specie riguardano l’anticipo delle fase vegetativa di inizio della decolorazione fogliare (biancospino, sanguinello, robinia) e il posticipo della fase riproduttiva inizio della fruttificazione (biancospino, corniolo, nocciolo, prugnolo).
Descrizione
L’indicatore esprime le tendenze (anticipo o ritardo) delle principali fasi fenologiche di piante terrestri, qui selezionate in base a un numero minimo di anni di osservazioni disponibili (20 anni).
Scopo
Lo scopo dell'indicatore è monitorare la risposta nella fenologia delle piante terrestri al cambiamento del clima, in particolare al riscaldamento terrestre.
Il riconoscimento delle fasi è a cura di un osservatore, che segue procedure standardizzate, secondo la rete IPC (International Phenological Gardens), e utilizzando apposite schede di rilevamento e chiavi fenologiche stabilite dal Gruppo di lavoro nazionale per i Giardini fenologici (scala GFI, convertibile nella scala internazionale BBCH, Biologische Bundesanstalt, Bundessortenamt and CHemical Industry).
Le serie hanno lunghezza variabile (da 20 a 30 anni) (1994-2024). Alcune specie rilevanti sul piano nazionale sono sotto-rappresentate (es. Robinia pseudoacacia L.). L’indicatore è limitato ad un singolo giardino fenologico, quindi è auspicabile estendere l’indicatore ad altri dataset osservativi. Alcuni interventi di manutenzione possono avere influito sulla risposta fisiologica della pianta ai fattori climatici. Anche l’infittimento del giardino a seguito della crescita delle piante può avere creato un microclima locale, in particolare nella parte più interna.
Rilevanza - UTILITÀ
- Descrive il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
- Semplice e facile da interpretare
- Fornisce una base per confronti a livello internazionale
Misurabilità
- Documentato e di qualità nota (accessibilità)
- Aggiornato secondo fonti e procedure affidabili (tempestività e puntualità)
- Disponibile su un rapporto costi/benefici
- Copertura temporale > 10 anni
Solidità scientifica
- Basato su standard nazionali/internazionali
- Ben fondato in termini tecnici e scientifici
- Attendibile e affidabile per metodi di misura e raccolta dati
- Comparabile nel tempo
- Comparabile nello spazio
Frequenza rilevazione dati: Osservazioni settimanali
Unità di misura: Settimane/decennio
Periodicità dell'aggiornamento: Annuale
Copertura temporale: 1994-2024
Riferimenti/obiettivi fissati dalla normativa:
Nessun riferimento/obiettivo fissato dalla normativa.
Fonte e accessibilità dei dati di base:
I dati, di proprietà di Arpae Emilia-Romagna, non sono attualmente pubblicati.
I dati osservativi sono costituiti da date di comparsa di una fase per ogni specie vegetale presente. Tali dati sono stati suddivisi per specie e fase fenologica. Per ogni coppia specie/fase è disponibile quindi una serie di valori annuali. Per ogni serie si sono stimati i coefficienti di regressione lineare (con il metodo dei minimi quadrati) e il valore di significatività del test di Mann-Kendall per la tendenza. Sono state considerate tutte le serie con almeno 20 anni di osservazione nel periodo 1994-2024.
Grafico 1 - Trend calcolati per tutte le serie specie/fase disponibili, espressi in funzione di classi di fasi di sviluppo, evidenziando le serie con trend significativo (p > 0.95).
Dal grafico riassuntivo dei trend calcolati su tutto il dataset non appare un segnale univoco. Nel complesso il trend appare positivo (posticipo) nelle prime e ultime fasi vegetative e nelle fasi riproduttive iniziali e centrali. Segnali di anticipo sono evidenti nelle fasi finali del ciclo riproduttivo, mentre per le fasi vegetative centrali non è così evidente una prevalenza, anche se i trend significativi sono tutti negativi.
Fasi di sviluppo vegetative:
V02-V04: da gemme rigonfie prossime alla schiusura a gemme appena aperte insieme a foglioline giovani con lembo disteso
V05-V08: da foglie giovani a lembo disteso a inizio della decolorazione fogliare
V09-V14: da foglie prevalentemente decolorate a pianta completamente spoglia
Fasi di sviluppo riproduttive:
R01-R06: da boccioli o amenti presenti ma poco sviluppati a completa sfioritura
R07-R09: da allegagione (inizio ingrossamenti ovari) a frutti evidenti ma in prevalenza immaturi
R10-R12: da culmine della fruttificazione a presenza di soli frutti residui
Grafico 1a - Spiegazione dei box plot
Per la spiegazione dei box plot si veda il grafico.
Grafico 2 - Valori medi della settimana di osservazione per la fase “inizio della decolorazione fogliare” (BBCH 92) del biancospino (Crataegus monogyna J.), sanguinello (Cornus sanguinea L.), robinia (Robinia pseudacacia L.). Tra parentesi nel titolo il numero di esemplari.
Il grafico riporta a titolo di esempio le osservazioni per ogni anno della fase "inizio decolorazione fogliare" (BBCH 92) con segnale di tendenza statisticamente significativa per varie specie (in tutti i casi p>0.95): biancospino, sanguinello e robinia presentano un significativo anticipo dell’inizio della decolorazione fogliare.
Grafico 3 - Valori medi della settimana di osservazione per la fase “inizio fruttificazione” (BBCH 72) del biancospino (Crataegus monogyna J.), corniolo (Cornus mas L.), nocciolo (Corylus avellana L.), prugnolo (Prunus spinosa L.). Tra parentesi nel titolo il numero di esemplari.
Il grafico riporta a titolo di esempio le osservazioni per ogni anno della fase "inizio fruttificazione" (BBCH 72) con segnale di tendenza statisticamente significativa per varie specie (in tutti i casi p>0.95): biancospino, corniolo, nocciolo e prugnolo presentano un significativo posticipo dell’inizio fruttificazione.
Riferimenti bibliografici
- Menzel A. et al., European phenological response to climate change matches the warming pattern, Glob Change Biol, 12(10), 1969–1976., (2006)
- Walkovszky A., Changes in phenology of the locust tree (Robinia pseudoacacia L.) in Hungary, Int J Biometeor, 41(4), 155–160., (1998)
- Autori vari., Global Warning of 1.5°C. An IPCC Special Report on the impacts of global warming of 1.5°C above pre-industrial levels and related global greenhouse gas emission pathways, in the context of strengthening the global response to the threat of climate change, sustainable development, and efforts to eradicate poverty, IPCC., (2018)
