Percentuale di territorio sottoposto a inusuali condizioni umide o secche
Numeri e messaggi chiave
L'analisi del periodo 1952–2024 mostra un trend in aumento delle aree in Italia soggette a deficit di precipitazioni (siccità) e un trend in diminuzione di quelle soggette a surplus di precipitazioni (umidità). I trend, rilevati sulla base dello Standardized Precipitation Index a 12 mesi (SPI12), sono statisticamente significativi e legati agli impatti del cambiamento climatico.
Nel 2024, le percentuali medie mensili del territorio nazionale soggetto a siccità estrema (5,3%) e a siccità moderata o severa (19,2%), valutate sulla scala a 12 mesi, risultano superiori alle rispettive medie di lungo periodo. Alla scala a 12 mesi, si registrano anche anomalie positive per le condizioni di umidità estrema, con in media il 9,1% di territorio coinvolto, e di umidità moderata o severa, con in media il 19,2%. In termini di SPI12, luglio e giugno sono stati i mesi maggiormente colpiti dalla siccità (ca. il 40% del territorio sottoposto a tale condizione, da estrema a moderata), mentre ottobre quello caratterizzato da umidità (42%).
Sulla scala a 3 mesi, le percentuali medie mensili del territorio nazionale soggetto a siccità nel 2024 sono state inferiori alle medie storiche, mentre sono state positive quelle relative ai territori soggetti a umidità per effetto degli eventi intesi occorsi nel Nord Italia.
Descrizione
L’indicatore è basato sullo Standardized Precipitation Index (SPI) e valuta sia le percentuali di territorio soggette a eventi di siccità moderata o severa (–2 < SPI ≤ –1) o di siccità estrema (SPI ≤ –2) sia le percentuali di territorio con condizioni di umidità moderata o severa (1 ≤ SPI < 2) o di umidità estrema (SPI ≥ 2). L’applicazione dello SPI su diverse scale temporali riflette le modalità con cui il deficit o il surplus di precipitazioni impatta sulla disponibilità delle risorse idriche per le diverse finalità socio-economiche e ambientali: su periodi brevi (3 mesi) fornisce indicazioni sulla umidità dei suoli, mentre su periodi medi o lunghi (12 mesi) fornisce indicazioni sulla variazione delle portate fluviali e dei volumi invasati nei bacini di accumulo e sulla disponibilità delle acqua nelle falde.
Scopo
L’indice climatico a diverse scale temporali è correlato con le condizioni di deficit o surplus delle risorse idriche di un territorio, permettendo perciò di valutarne la frequenza, l’estensione e la severità ed evidenziare eventuali trend.
L’indicatore si basa sullo SPI, metodo maggiormente utilizzato a livello internazionale per descrivere le anomalie degli afflussi pluviometrici, basato su serie storiche di dati di precipitazione mensile.
Come misura della sola anomalia degli apporti pluviometrici, lo SPI non è in grado di cogliere l'effetto della variazione delle temperature (associato ai cambiamenti climatici) sulla disponibilità idrica.
Rilevanza - UTILITÀ
- Portata nazionale/applicabile a temi ambientali a livello regionale di significato nazionale
- Descrive il trend in atto e l'evolversi della situazione ambientale
- Semplice e facile da interpretare
- Fornisce una base per confronti a livello internazionale
- Ha una soglia o un valore di riferimento con il quale poterlo confrontare, in modo che si possa valutare la sua significatività
Misurabilità
- Documentato e di qualità nota (accessibilità)
- Aggiornato secondo fonti e procedure affidabili (tempestività e puntualità)
- Disponibile su un rapporto costi/benefici
- Buona copertura spaziale
- Copertura temporale > 10 anni
Solidità scientifica
- Basato su standard nazionali/internazionali
- Ben fondato in termini tecnici e scientifici
- Attendibile e affidabile per metodi di misura e raccolta dati
- Comparabile nel tempo
- Comparabile nello spazio
Frequenza rilevazione dati: Mensile
Unità di misura: Percentuale
Periodicità dell'aggiornamento: Annuale
Copertura temporale: 1952-2024
Fonte e accessibilità dei dati di base:
Elaborazioni ISPRA su dati pluviometrici raccolti dagli uffici regionali e delle province autonome responsabili del monitoraggio idro-meteorologico e dal soppresso Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale.
Lo SPI è calcolato sui grigliati, di risoluzione 1 km, di precipitazione mensile, aggregati a 3 e 12 mesi, ottenuti dal modello di bilancio idrologico nazionale BIGBANG di ISPRA, versione 9.0, su dati ufficiali a scala regionale e nazionale. Sono poi determinate le percentuali del territorio caratterizzate da: siccità estrema; siccità moderata o severa; normalità, umidità moderata o severa; umidità estrema.
Grafico 1 - Percentuale del territorio nazionale sottoposto a inusuali condizioni umide o secche, per le diverse classi di SPI a 3 mesi, nel periodo 1952–2024.
Alla scale di aggregazione di 3 mesi, non si riscontrano a livello nazionale trend statisticamente significativi sia per quanto riguarda le aree soggette a deficit di precipitazione sia a quelle soggette a surplus.
Grafico 2- Percentuale del territorio nazionale sottoposto a inusuali condizioni umide o secche, per le diverse classi di SPI a 12 mesi, nel periodo 1952–2024.
I trend, statisticamente significativi, crescenti per le aree soggette a deficit di precipitazione (siccità) e decrescenti per le aree soggette a valori di surplus di precipitazione (umidità), valutati con lo SPI a 12 mesi, evidenziano in particolare un aumento nei valori, nella durata e nella frequenza della percentuale del territorio italiano soggetto a siccità estrema, a partire dall’inizio degli anni ′50, in linea con quanto riscontrato anche a livello europeo, da ascrivere all’impatto già in corso dei cambiamenti climatici.
Grafico 3 - Percentuale del territorio nazionale sottoposto a condizioni di siccità estrema (SPI a 12 mesi ≤ –2), nel periodo 1952–2024
Si evidenzia il trend positivo e statisticamente significativo, mediante il test di Mann Kendall, dei valori della percentuale del territorio soggetto a condizioni di siccità estreme. E' altresì evidente un aumento della frequenza e della durata dei periodi che presentano alti valori della percentuale di territorio con SPI <= -2.
Riferimenti bibliografici
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- Braca G., et al., Bilancio idrologico nazionale: focus su siccità e disponibilità naturale della risorsa idrica rinnovabile. Aggiornamento al 2022, ISPRA. Rapporti n. 388/2023., (2023)
- Autori vari., AR6 Synthesis Report: Climate Change 2023, IPCC, (2023)
- Autori vari , Il clima in Italia nel 2024, SNPA. Report n. 44/2025., (2025)
- Autori vari, Il clima in Italia nel 2023, SNPA. Report n. 42/2024., (2024)
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- McKee, T. B., Doesken N. J., and Kleist J., The relationship of drought frequency and duration of time scales, 8th Conference on Applied Climatology, AMS, Jan 17-23, 1993, Anaheim CA, pp.179-186., (1993)
