

{"id":3339,"date":"2016-04-28T17:41:30","date_gmt":"2016-04-28T15:41:30","guid":{"rendered":"https:\/\/climadatdev.isprambiente.it\/?page_id=3339"},"modified":"2026-09-28T09:59:46","modified_gmt":"2026-09-28T07:59:46","slug":"strategie-di-adattamento-per-la-pesca-e-la-mitilicoltura-nellalto-adriatico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/climadatdev.isprambiente.it\/?page_id=3339","title":{"rendered":"Strategie di adattamento per la pesca e la mitilicoltura nell\u2019Alto Adriatico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto del progetto europeo ClimeFish, il Nord Adriatico \u00e8 stato individuato come area pilota per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla pesca e sull\u2019acquacoltura. Questa regione, caratterizzata da fondali poco profondi e da un\u2019elevata biodiversit\u00e0, risulta particolarmente esposta all\u2019aumento delle temperature marine, che incide direttamente sulle specie ittiche locali e sulle pratiche di mitilicoltura. Le attivit\u00e0 di pesca e allevamento dei mitili, infatti, si trovano oggi ad affrontare sfide sempre pi\u00f9 complesse dovute al riscaldamento delle acque e all\u2019alterazione degli equilibri ecologici.<br>L\u2019intervento portato avanti nell\u2019ambito del progetto si \u00e8 concentrato sulla necessit\u00e0 di ripensare le pratiche tradizionali, promuovendo una gestione adattiva basata sull\u2019evidenza scientifica. In particolare, \u00e8 stata prevista l\u2019integrazione di modelli previsionali all\u2019interno dei processi decisionali operativi, con l\u2019obiettivo di rendere pi\u00f9 flessibili le soglie di prelievo e i calendari di raccolta. Questi strumenti permettono di adeguare in tempo reale le attivit\u00e0 produttive ai dati termici rilevati, ottimizzando lo sforzo di pesca e mitigando i rischi per l\u2019ecosistema.<br>A supporto di questo approccio, si \u00e8 puntato a potenziare il sistema di monitoraggio continuo dell\u2019ambiente marino, non limitandosi alla sola temperatura dell\u2019acqua, ma includendo anche l\u2019osservazione delle dinamiche delle popolazioni ittiche autoctone e l\u2019espansione di specie invasive termofile. Grazie a questa strategia integrata, \u00e8 possibile adattare con maggiore precisione le pratiche di estrazione e coltivazione alle variazioni climatiche in corso, assicurando un equilibrio tra sostenibilit\u00e0 ambientale, redditivit\u00e0 economica e resilienza delle comunit\u00e0 costiere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:27px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><div class=\"table-responsive\"><table class=\"table  table-striped table-bordered table-hover\"  class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><th colspan=\"2\">\n<h3 id=\"descrizione\">Descrizione<\/h3>\n<\/th><\/tr><tr><td><strong>Settore<\/strong><\/td><td><a href=\"\/?page_id=650\" data-type=\"page\" data-id=\"650\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"48\" height=\"48\" class=\"wp-image-2638\" style=\"width: 48.89px;\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/settore-05-ecosistemimarini.svg\" alt=\"Ecosistemi marini\"><\/a>&nbsp;<strong><a href=\"\/?page_id=650\" data-type=\"page\" data-id=\"650\">Ecosistemi marini<\/a><\/strong><br><br><a href=\"6\/?page_id=654\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"48\" height=\"48\" class=\"wp-image-2637\" style=\"width: 48.89px;\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/settore-04-ecosistemidiacqueinterne.svg\" alt=\"Ecosistemi di acque interne e di transizione\"><\/a>&nbsp;<a href=\"\/?page_id=654\"><strong>Ecosistemi di acque interne e di transizione<\/strong><\/a><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"48\" height=\"48\" class=\"wp-image-2645\" style=\"width: 48.89px;\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/settore-12-pescamarittima.svg\" alt=\"\"><strong><a href=\"\/?page_id=666\">Pesca<\/a><\/strong><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"48\" height=\"48\" class=\"wp-image-2634\" style=\"width: 48.89px;\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/settore-01-acquacoltura.svg\" alt=\"Acquacoltura\"> <strong><a href=\"\/?page_id=664\">Acquacoltura<\/a><\/strong><\/td><\/tr><tr><td><strong>Rilevanza per l\u2019adattamento<\/strong><\/td><td><em>L&#8217;azione pilota ha il potenziale di servire da modello per altre aree vulnerabili, dimostrando come l&#8217;integrazione di strategie di monitoraggio e regolazione possa garantire la sostenibilit\u00e0 a lungo termine delle risorse naturali in un clima che cambia. <strong>Offre infatti un approccio concreto per l&#8217;adattamento alle sfide climatiche, contribuendo non solo alla conservazione delle risorse ittiche, ma anche alla protezione dell&#8217;equilibrio ecologico del lago di Garda.<\/strong><\/em><\/td><\/tr><tr><td><strong>Impatto su cui agisce l&#8217;azione settoriale<\/strong><\/td><td><br>Modifica della composizione delle comunit\u00e0 ecologiche acquatiche<\/td><\/tr><tr><td><strong>Tipologia azione<\/strong><\/td><td>Green<\/td><\/tr><tr><td><strong>Parole chiave<\/strong><\/td><td>Pesca, Acquacoltura, Co-creazione, Gestione adattativa, Cambiamenti climatici<\/td><\/tr><tr><td><strong>Ambito di applicazione<\/strong><\/td><td>Ambito nazionale<\/td><\/tr><tr><td><strong>Regione<\/strong><\/td><td>Regione Veneto, Regione Friuli-Venezia Giulia, Regione Emilia-Romagna<\/td><\/tr><tr><td><strong>Localizzazione<\/strong><\/td><td>Bacino alto Adriatico<\/td><\/tr><tr><td><strong>Anno inizio<\/strong><\/td><td>2016<\/td><\/tr><tr><td><strong>Anno fine<\/strong><\/td><td>2020<\/td><\/tr><tr><td><strong><a href=\"\/?page_id=826\" data-type=\"page\" data-id=\"826\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fonte di finanziamento<\/a><\/strong><\/td><td><a href=\"https:\/\/horizoneurope.apre.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Horizon<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"30\" height=\"28\" class=\"wp-image-3693\" style=\"width: 30.86px;\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/link-esterno.svg\" alt=\"Link esterno\"><\/a><\/td><\/tr><tr><td><b>Stato dell&#8217;azione<\/b><\/td><td>Conclusa<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/div><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:23px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><div class=\"table-responsive\"><table class=\"table  table-striped table-bordered table-hover\"  class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><th colspan=\"2\">\n<h3 id=\"monitoraggio\">Monitoraggio<\/h3>\n<\/th><\/tr><tr><td><strong>Risultati<\/strong><\/td><td>Le simulazioni condotte nell\u2019ambito dell\u2019azione pilota nel Nord Adriatico hanno evidenziato scenari critici per le specie ittiche a preferenza fredda o temperata. I risultati mostrano che, con l\u2019aumento delle temperature marine, queste specie saranno sempre pi\u00f9 spesso esposte a condizioni ambientali superiori ai loro limiti termici ottimali, con conseguente riduzione significativa delle catture e rischio concreto di collasso delle popolazioni target.<br>Nella mitilicoltura, lo scenario intermedio RCP4.5 allunga i tempi di crescita fino a 28 giorni, mentre l\u2019estremo RCP8.5 li accelera, bench\u00e9 entrambe le variazioni possano influire negativamente su metabolismo e qualit\u00e0 nutrizionale. L\u2019espansione di specie invasive termofile, pur offrendo opportunit\u00e0 di diversificazione, potrebbe non costituire un valido \u201ctampone\u201d ai futuri picchi termici. Infine, le alterazioni dei tassi metabolici rischiano di modificare le reti trofiche e i cicli biogeochimici locali, sottolineando l\u2019urgenza di adeguare strategie gestionali e protocolli di monitoraggio.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Rapporto Costi &#8211; Benefici<\/strong><\/td><td>Gli investimenti in monitoraggio e modellistica consentono di anticipare e mitigare gli effetti di un\u2019alterazione termica sulle specie sensibili, bilanciando i costi operativi con la salvaguardia delle attivit\u00e0 produttive.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Stakeholder coinvolti e modalit\u00e0 partecipative attivate<\/strong><\/td><td>L\u2019azione in Alto Adriatico si \u00e8 basata su un approccio di co-creazione e di gestione adattativa, in cui i modelli previsionali e le simulazioni biologiche sono stati integrati con la conoscenza pratica dei pescatori e dei mitilicoltori, attraverso una rete strutturata di eventi, formazione e piattaforme digitali.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Elementi innovativi e fattori di successo<\/strong><\/td><td>L\u2019uso congiunto di modelli climatici (scenari RCP4.5 e RCP8.5) con dati di monitoraggio in tempo reale sulla temperatura e sulle dinamiche delle popolazioni ittiche e molluschicole consente di tarare tempestivamente le soglie di prelievo e i cicli di raccolta. Inoltre l&#8217;introduzione di limiti di estrazione e di calendari di raccolta dinamici, aggiornati automaticamente in base ai dati ambientali, rappresenta un salto di qualit\u00e0 rispetto alle regolazioni fisse tradizionali.<\/td><\/tr><tr><td><strong>Criticit\u00e0<\/strong><\/td><td>I modelli globali devono essere \u201cdownscalati\u201d per cogliere variazioni termiche di dettaglio nella piattaforma alta Adriatica, ma questo processo introduce incertezze sui trend futuri di temperatura e, di conseguenza, sulla validit\u00e0 delle soglie di prelievo e dei calendari di raccolta adattativi&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td><strong>Trasferibilit\u00e0<\/strong><\/td><td>L&#8217;azione di adattamento delle attivit\u00e0 ittiche e mitilicole nel Nord-Adriatico, sviluppata nell&#8217;ambito del progetto ClimeFish, offre un modello facilmente trasferibile ad altri contesti costieri. L&#8217;integrazione di modelli climatici regionalizzati con dati di monitoraggio in tempo reale consente di regolare dinamicamente le soglie di prelievo e i calendari di raccolta, adattandosi alle variazioni ambientali locali. Questo approccio, combinato con la co-creazione di strategie di gestione insieme agli stakeholder locali, pu\u00f2 essere replicato in diverse aree geografiche, rafforzando la resilienza delle comunit\u00e0 costiere ai cambiamenti climatici.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/div><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:26px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><div class=\"table-responsive\"><table class=\"table  table-striped table-bordered table-hover\"  class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><th colspan=\"2\">\n<h3 id=\"riferimenti\">Riferimenti<\/h3>\n<\/th><\/tr><tr><td><strong>Partner<\/strong><\/td><td><em>UNIVERSITA&#8217; CA&#8217; FOSCARI VENEZIA; ORGANIZZAZIONE PER L&#8217;ALIMENTAZIONE E L&#8217;AGRICOLTURA DELLE NAZIONI UNITE<\/em><\/td><\/tr><tr><td><strong>Referente<\/strong><\/td><td><b>Fabio Pranovi<b><br><\/b><\/b><em>Referente per UO UNIVE<\/em><\/td><\/tr><tr><td><strong>Email<\/strong><\/td><td><a href=\"mailto:fpranovi@unive.it\">fpranovi@unive.it<\/a><\/td><\/tr><tr><td><strong>Sito web<\/strong><\/td><td><a href=\"https:\/\/climefish.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/climefish.eu\/<\/a>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.futuremares.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"30\" height=\"28\" class=\"wp-image-3693\" style=\"width: 30.86px;\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/link-esterno.svg\" alt=\"Link esterno\"><\/a><\/td><\/tr><tr><td><strong>Documenti aggiuntivi<\/strong><\/td><td><\/td><\/tr><tr><td><strong>Progetto nell&#8217;ambito del quale \u00e8 stata realizzata l&#8217;azione<\/strong><\/td><td><a href=\"\/?page_id=6773\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Progetto ClimeFish \u2013 Co-creating a Decision Support Framework to ensure sustainable fish production in Europe under climate change<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel contesto del progetto europeo ClimeFish, il Nord Adriatico \u00e8 stato individuato come area pilota per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla pesca e sull\u2019acquacoltura. 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